VascularReport
Calcolatori · Patologia venosa

Villalta — sindrome post-trombotica

È lo strumento raccomandato dalla Società Internazionale di Trombosi ed Emostasi per diagnosticare e graduare la sindrome post-trombotica. Undici voci — cinque sintomi riferiti dal paziente e sei segni rilevati dal medico — ciascuna da 0 a 3, per un massimo di 33 punti.

Strumento interattivo

Calcola la scala di Villalta

Valuta l'arto indice, cioè quello che ha avuto la trombosi venosa profonda. La diagnosi di sindrome post-trombotica richiede un punteggio ≥ 5 oppure la presenza di un'ulcera venosa.

Come si usa

Istruzioni d'uso

Quando somministrarla

  • Non prima di 3–6 mesi dall'episodio acuto di trombosi venosa profonda: nella fase acuta e subacuta i sintomi sono espressione dell'evento, non della sindrome post-trombotica, e la scala perde significato.
  • Il momento convenzionale nei protocolli di ricerca è a 6 mesi, con conferma a 12 mesi.
  • Per la diagnosi è opportuno che il punteggio sia ≥ 5 in due valutazioni successive a distanza di almeno 3 mesi: una singola rilevazione può risentire di fattori transitori (immobilità, caldo, stazione eretta prolungata).
  • Non somministrarla durante una recidiva trombotica in atto.

Le undici voci

Sintomi (riferiti dal paziente): dolore, crampi, senso di pesantezza, parestesie, prurito.
Segni (rilevati dal medico): edema pretibiale, indurimento cutaneo, iperpigmentazione, arrossamento, ectasie venose, dolore alla compressione del polpaccio.

Ogni voce è graduata 0 = assente, 1 = lieve, 2 = moderata, 3 = severa. La graduazione è clinica e soggettiva: la riproducibilità migliora sensibilmente se lo stesso operatore segue il paziente nel tempo.

La regola dell'ulcera

La presenza di un'ulcera venosa attiva sull'arto indice classifica automaticamente la sindrome post-trombotica come severa, qualunque sia la somma delle altre voci. È una regola sovraordinata, non un punteggio aggiuntivo.

Il limite principale

La scala non distingue i segni post-trombotici da quelli di una malattia venosa cronica primitiva preesistente. Nel paziente che aveva già varici, edema o iperpigmentazione prima dell'episodio trombotico, il punteggio sovrastima la componente post-trombotica. Per questo è utile disporre del quadro clinico precedente alla trombosi e valutare l'arto controlaterale come riferimento interno: una differenza fra i due arti è molto più informativa del valore assoluto.

Riferimenti clinici

Linee guida e interpretazione

Interpretazione del punteggio
PunteggioClassificazioneSignificato
0 – 4Nessuna sindrome post-tromboticaSintomi e segni assenti o minimi
5 – 9LieveDiagnosi di sindrome post-trombotica posta
10 – 14ModerataImpatto rilevante sulla qualità di vita
≥ 15SeveraQuadro invalidante
Ulcera venosa attivaSeveraIndipendentemente dal punteggio

Epidemiologia e fattori di rischio

La sindrome post-trombotica interessa il 20–50% dei pazienti dopo una trombosi venosa profonda prossimale, con una forma severa nel 5–10%. I fattori associati a maggiore probabilità sono: trombosi ilio-femorale (rischio più che raddoppiato rispetto alla localizzazione distale), trombosi ricorrente omolaterale, obesità, sintomi residui persistenti a 1 mese, ostruzione venosa residua all'ecocolordoppler e, soprattutto, anticoagulazione subterapeutica nei primi 3 mesi.

Prevenzione

  • Anticoagulazione adeguata nei primi mesi: è l'unico intervento con effetto preventivo solido e dimostrato. Il tempo trascorso in range terapeutico nei primi 3 mesi correla inversamente con l'incidenza di sindrome post-trombotica.
  • Calze elastocompressive: lo studio randomizzato SOX (Kahn SR. et al., Lancet 2014) non ha dimostrato un beneficio preventivo delle calze a 30–40 mmHg rispetto al placebo. Le linee guida non le raccomandano più per la sola prevenzione, ma restano indicate per il controllo dei sintomi nei pazienti sintomatici.
  • Trombolisi catetere-diretta: gli studi CaVenT e ATTRACT hanno mostrato risultati discordanti. ATTRACT non ha ridotto l'incidenza complessiva di sindrome post-trombotica, ma ha ridotto quella moderata-severa nel sottogruppo con trombosi ilio-femorale, a prezzo di un aumento dei sanguinamenti maggiori. L'indicazione resta selettiva: paziente giovane, trombosi ilio-femorale estesa e recente, sintomi severi, basso rischio emorragico.
  • Deambulazione precoce: non aumenta il rischio di embolia e riduce dolore ed edema in fase acuta.

Trattamento della sindrome conclamata

  • Elastocompressione graduata su misura, il primo presidio in tutte le forme sintomatiche.
  • Esercizio fisico e programmi di rinforzo della pompa muscolare del polpaccio.
  • Farmaci flebotropi come supporto sintomatico.
  • Nelle forme severe con ostruzione ilio-cavale documentata, valutare la ricanalizzazione con stenting venoso: è l'unico intervento che agisce sulla causa emodinamica e può ottenere risultati significativi sul dolore e sulla guarigione dell'ulcera.
  • Nelle forme con reflusso superficiale associato, il trattamento del reflusso può ridurre il punteggio, ma va valutato con attenzione se il circolo superficiale svolge una funzione di compenso rispetto a un'ostruzione profonda.
Villalta, VCSS o CEAP?

Villalta è specifica per la sindrome post-trombotica e nasce per l'uso longitudinale nel singolo paziente. Il VCSS misura la severità della malattia venosa cronica di qualunque origine ed è più sensibile al cambiamento dopo un trattamento. La CEAP descrive e classifica, ma non gradua la severità. Nel referto e nel follow-up i tre strumenti sono complementari, non alternativi.

Bibliografia

Fonti

  • Villalta S. et al., Haemostasis 1994 — Assessment of validity and reproducibility of a clinical scale for the post-thrombotic syndrome.
  • Kahn SR. et al., J Thromb Haemost 2009 (ISTH) — Definition of post-thrombotic syndrome of the leg for use in clinical investigations: a recommendation for standardization.
  • Kahn SR. et al., Lancet 2014 — Compression stockings to prevent post-thrombotic syndrome: the SOX randomised placebo-controlled trial.
  • Vedantham S. et al., N Engl J Med 2017 — Pharmacomechanical catheter-directed thrombolysis for deep-vein thrombosis (studio ATTRACT).
Avvertenza

Strumento di consultazione rapida destinato a personale sanitario. Non sostituisce le linee guida originali, le schede tecniche dei medicinali né il giudizio clinico dello specialista. Tutti i calcoli avvengono nel browser: nessun dato del paziente viene trasmesso o memorizzato su server.