VascularReport
Calcolatori · Rischio tromboembolico

IMPROVE — rischio tromboembolico del paziente medico

Derivato dal registro internazionale IMPROVE su oltre 15.000 pazienti medici ricoverati in 52 ospedali di 12 paesi, questo score usa sette sole variabili. Rispetto a Padua è più specifico: classifica ad alto rischio una quota minore di pazienti, ed è per questo lo strumento preferito quando si deve decidere sulla profilassi dopo la dimissione.

Strumento interattivo

Calcola lo score IMPROVE

Sette variabili raccolte al momento del ricovero. La soglia decisionale abituale per la profilassi in degenza è ≥ 2 punti.

Come si usa

Istruzioni d'uso

Le sette variabili

FattorePunti
Pregressa tromboembolia venosa3
Trombofilia nota2
Paralisi di un arto inferiore in atto2
Neoplasia in atto2
Immobilizzazione ≥ 7 giorni1
Ricovero in terapia intensiva o unità coronarica1
Età > 60 anni1

Precisazioni

  • Immobilizzazione: allettamento o poltrona per almeno 7 giorni, comprendendo i giorni immediatamente precedenti il ricovero. La definizione è più restrittiva di quella di Padua (3 giorni).
  • Neoplasia in atto: tumore attivo, escluso il carcinoma cutaneo non melanoma.
  • Trombofilia: alterazione congenita o acquisita già documentata.
  • Paralisi di arto inferiore: paresi o plegia in atto, non un deficit stabilizzato di vecchia data che non modifica la mobilità attuale.
  • Il punteggio massimo è 12; nella pratica clinica valori superiori a 5 sono rari.

Il bilancio con il rischio emorragico

La stessa coorte IMPROVE ha prodotto un secondo strumento, l'IMPROVE Bleeding Risk Score, che va usato in parallelo: uno score ≥ 7 identifica il paziente ad alto rischio di sanguinamento maggiore in ospedale, nel quale la profilassi farmacologica va riconsiderata a favore di quella meccanica. La tabella completa è riportata nella sezione delle linee guida.

Riferimenti clinici

Linee guida e interpretazione

Rischio di tromboembolia venosa sintomatica a 3 mesi
PunteggioRischio stimatoInterpretazione
0~0,4 – 0,5%Basso: profilassi farmacologica non indicata di routine
1~0,6 – 0,7%Basso
2~0,8 – 1,0%Soglia decisionale: profilassi in degenza indicata
3~1,2 – 1,4%Aumentato
≥ 4> 2%Alto: profilassi in degenza; valutare l'estensione dopo la dimissione con il rischio emorragico

IMPROVE Bleeding Risk Score

Da calcolare all'ingresso insieme allo score trombotico. Un totale ≥ 7 punti definisce l'alto rischio emorragico.

FattorePunti
Ulcera gastroduodenale attiva4,5
Sanguinamento nei 3 mesi precedenti il ricovero4,0
Piastrine < 50×109/L4,0
Età ≥ 85 anni3,5
Insufficienza epatica (INR > 1,5)2,5
Insufficienza renale severa (VFG < 30 ml/min/1,73 m²)2,5
Ricovero in terapia intensiva o unità coronarica2,5
Catetere venoso centrale2,0
Malattia reumatologica2,0
Neoplasia in atto2,0
Età 40 – 84 anni1,5
Insufficienza renale moderata (VFG 30 – 59)1,0
Sesso maschile1,0

Le quattro combinazioni possibili

Rischio tromboticoRischio emorragicoCondotta
Basso (< 2)Basso (< 7)Nessuna profilassi farmacologica; mobilizzazione precoce
Basso (< 2)Alto (≥ 7)Nessuna profilassi farmacologica; eventuale profilassi meccanica
Alto (≥ 2)Basso (< 7)Profilassi farmacologica per tutta la degenza
Alto (≥ 2)Alto (≥ 7)Profilassi meccanica; rivalutare quotidianamente il passaggio a quella farmacologica quando il rischio emorragico si riduce

Profilassi estesa dopo la dimissione

È qui che IMPROVE mostra il suo valore aggiunto rispetto a Padua. Nei pazienti con IMPROVE ≥ 2 — e ancor meglio con IMPROVEDD ≥ 2, che integra il D-dimero — il rischio tromboembolico persiste nelle settimane successive alla dimissione. Lo studio APEX ha mostrato un beneficio della profilassi estesa con betrixaban proprio in questo sottogruppo, con un profilo di sicurezza accettabile. La decisione resta individuale e richiede un rischio emorragico basso.

IMPROVE o Padua?

Padua è più sensibile (classifica ad alto rischio circa il 40% dei pazienti medici) e va preferito quando l'obiettivo è non perdere candidati alla profilassi durante la degenza. IMPROVE è più specifico (circa il 20%) ed è lo strumento di riferimento quando si valuta la profilassi estesa, dove il rischio emorragico di un trattamento prolungato pesa di più. I due modelli non vanno sommati né usati alternativamente per giustificare a posteriori una scelta già fatta.

Bibliografia

Fonti

  • Spyropoulos AC. et al., Chest 2011 — Predictive and associative models to identify hospitalized medical patients at risk for VTE (registro IMPROVE).
  • Decousus H. et al., Chest 2011 — Factors at admission associated with bleeding risk in medical patients: findings from the IMPROVE investigators.
  • Rosenberg D. et al., J Am Heart Assoc 2014 — External validation of the risk assessment model of the IMPROVE study.
  • Cohen AT. et al., N Engl J Med 2016 — Extended thromboprophylaxis with betrixaban in acutely ill medical patients (studio APEX).
Avvertenza

Strumento di consultazione rapida destinato a personale sanitario. Non sostituisce le linee guida originali, le schede tecniche dei medicinali né il giudizio clinico dello specialista. Tutti i calcoli avvengono nel browser: nessun dato del paziente viene trasmesso o memorizzato su server.