Strumento interattivo
Converti e interpreta
Scegli il quadro clinico: il convertitore restituisce la corrispondenza fra i due sistemi e l'orientamento terapeutico.
Come si usa
Istruzioni d'uso
Tabella di corrispondenza — arteriopatia cronica
| Fontaine | Rutherford: grado / categoria | Quadro clinico |
|---|---|---|
| Stadio I | Grado 0 · categoria 0 | Asintomatico |
| Stadio IIa | Grado I · categoria 1 | Claudicatio lieve (intervallo libero > 200 m) |
| Stadio IIb | Grado I · categoria 2 | Claudicatio moderata |
| Stadio IIb | Grado I · categoria 3 | Claudicatio severa (intervallo libero < 200 m) |
| Stadio III | Grado II · categoria 4 | Dolore ischemico a riposo |
| Stadio IV | Grado III · categoria 5 | Perdita tissutale minore: ulcera, gangrena focale con ischemia diffusa del piede |
| Stadio IV | Grado III · categoria 6 | Perdita tissutale maggiore: estesa oltre il livello transmetatarsale, piede funzionalmente non recuperabile |
I criteri oggettivi di Rutherford
Il vantaggio di Rutherford rispetto a Fontaine è l'aggiunta di criteri strumentali che rendono le categorie meno dipendenti dal racconto del paziente:
- Categoria 1: test al treadmill completato; pressione alla caviglia dopo esercizio > 50 mmHg, ma almeno 20 mmHg inferiore al valore basale.
- Categoria 2: quadro intermedio fra le categorie 1 e 3.
- Categoria 3: test al treadmill non completato; pressione alla caviglia dopo esercizio < 50 mmHg.
- Categoria 4: pressione alla caviglia a riposo < 40 mmHg; onda pedidia o tibiale piatta o appena pulsatile; pressione all'alluce < 30 mmHg.
- Categorie 5 e 6: pressione alla caviglia < 60 mmHg; onda pedidia o tibiale piatta o appena pulsatile; pressione all'alluce < 40 mmHg.
Rutherford per l'ischemia acuta d'arto
È una classificazione diversa, che condivide solo il nome dell'autore. Si applica all'occlusione arteriosa acuta e determina l'urgenza e il tipo di intervento.
| Categoria | Deficit sensitivo | Deficit motorio | Doppler arterioso | Doppler venoso | Prognosi |
|---|---|---|---|---|---|
| I — vitale | Assente | Assente | Udibile | Udibile | Non immediatamente minacciato |
| IIa — marginalmente minacciato | Minimo (dita) o assente | Assente | Spesso non udibile | Udibile | Recuperabile se trattato prontamente |
| IIb — immediatamente minacciato | Esteso oltre le dita, con dolore a riposo | Da lieve a moderato | Non udibile | Udibile | Recuperabile solo con rivascolarizzazione immediata |
| III — irreversibile | Anestesia profonda | Paralisi, rigidità | Non udibile | Non udibile | Perdita tissutale maggiore inevitabile; danno neurologico permanente |
La categoria IIa consente una diagnostica per immagini preliminare e una rivascolarizzazione programmata nelle ore successive; la IIb richiede la sala operatoria immediata, senza attendere l'imaging se questo comporta ritardo. La categoria III non ha indicazione alla rivascolarizzazione: tentarla espone alla sindrome da riperfusione, con iperkaliemia, rabdomiolisi, insufficienza renale acuta e rischio di morte. In quel caso l'amputazione primaria è il trattamento corretto.
Riferimenti clinici
Linee guida e interpretazione
Condotta per stadio — arteriopatia cronica
| Quadro | Terapia medica | Rivascolarizzazione |
|---|---|---|
| Asintomatico (Fontaine I, Rutherford 0) | Cessazione del fumo, statina ad alta intensità, antiaggregante se AOP documentata, controllo pressorio e glicemico, attività fisica | Non indicata |
| Claudicatio (Fontaine II, Rutherford 1–3) | Terapia medica ottimale + programma strutturato di esercizio supervisionato per almeno 3 mesi: è il trattamento di prima linea e migliora l'intervallo libero quanto e talvolta più della rivascolarizzazione | Da valutare se persiste una limitazione invalidante dopo 3 mesi di terapia ottimale e la lesione è anatomicamente favorevole |
| Dolore a riposo (Fontaine III, Rutherford 4) | Terapia medica ottimale, controllo del dolore | Indicata: rientra nell'ischemia cronica minacciante l'arto |
| Lesione trofica (Fontaine IV, Rutherford 5–6) | Terapia medica, cura della lesione, controllo dell'infezione, scarico pressorio | Indicata e urgente; stadiare con WIfI e definire l'anatomia (GLASS) |
Perché oggi si usa anche il WIfI
Fontaine e Rutherford graduano la severità dei sintomi, ma non catturano due elementi che determinano la prognosi dell'arto: l'estensione della lesione e la presenza di infezione. Due pazienti entrambi “Fontaine IV” possono avere un'ulcera superficiale del primo dito e una gangrena dell'avampiede con sepsi: prognosi e strategia sono incomparabili.
Per questo le Global Vascular Guidelines 2019 hanno sostituito la nozione di “ischemia critica” con quella di ischemia cronica minacciante l'arto (CLTI) e hanno adottato la classificazione WIfI come strumento di stadiazione. Fontaine e Rutherford restano utili come linguaggio comune, sintetico e ampiamente condiviso, e sono ancora richiesti nella maggior parte delle cartelle cliniche e dei registri europei.
Terapia medica di base, valida in tutti gli stadi
- Cessazione del fumo: l'intervento singolo con il maggiore impatto su progressione della malattia, pervietà dopo rivascolarizzazione e mortalità.
- Statina ad alta intensità con obiettivo di colesterolo LDL < 55 mg/dL e riduzione di almeno il 50% rispetto al basale, secondo le linee guida ESC.
- Antiaggregante nell'arteriopatia sintomatica; nei pazienti a rischio elevato e basso rischio emorragico è da considerare l'associazione di rivaroxaban 2,5 mg due volte al giorno con aspirina (studio COMPASS/VOYAGER PAD).
- Controllo di pressione arteriosa e glicemia; nel diabetico, considerare le classi farmacologiche con beneficio cardiovascolare dimostrato.
- Esercizio fisico strutturato: nella claudicatio è una terapia a tutti gli effetti, non un consiglio generico.
- Cura del piede: ispezione quotidiana, calzature adeguate, trattamento precoce di qualsiasi lesione, soprattutto nel paziente diabetico o neuropatico.
La mortalità a 5 anni del paziente con arteriopatia periferica sintomatica è del 20–30%, in larga parte per eventi coronarici e cerebrovascolari. La stadiazione dell'arto non deve far perdere di vista che il rischio maggiore, per quel paziente, non è l'amputazione ma l'infarto o l'ictus.
Bibliografia
Fonti
- Rutherford RB. et al., J Vasc Surg 1997 — Recommended standards for reports dealing with lower extremity ischemia: revised version.
- Fontaine R. et al., Helv Chir Acta 1954 — Die chirurgische Behandlung der peripheren Durchblutungsstörungen.
- ESC/ESVS 2024 — Guidelines for the management of peripheral arterial and aortic diseases.
- Conte MS. et al., J Vasc Surg 2019 — Global Vascular Guidelines on the management of chronic limb-threatening ischemia.
Strumento di consultazione rapida destinato a personale sanitario. Non sostituisce le linee guida originali, le schede tecniche dei medicinali né il giudizio clinico dello specialista. Tutti i calcoli avvengono nel browser: nessun dato del paziente viene trasmesso o memorizzato su server.