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Ricerca e sintesi delle linee guida

Linee guida italiane: eparina in gravidanza, varici, TVS e TVP

Che cosa esiste davvero, in Italia, sulle patologie che si refertano ogni giorno con l'ecocolordoppler venoso. Per ciascun ambito — profilassi e trattamento con eparina in gravidanza e puerperio, varici e malattia venosa cronica, trombosi venosa superficiale e profonda — sono indicati il documento italiano di riferimento, il suo stato nel Sistema Nazionale Linee Guida, le raccomandazioni operative e i punti in cui la fonte italiana diverge da quella internazionale comunemente citata.

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Premessa: lo stato del Sistema Nazionale Linee Guida

Dalla legge 24/2017 (legge Gelli-Bianco) le linee guida che rilevano ai fini della responsabilità professionale sono quelle pubblicate nel Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) dell'Istituto Superiore di Sanità, elaborate secondo il manuale metodologico del Centro Nazionale per l'Eccellenza Clinica. Tutto il resto — raccomandazioni societarie, consensus, documenti regionali — resta legittimo riferimento di buona pratica clinica, ma su un piano diverso.

Il punto di partenza, poco confortante Per le patologie venose nessuna linea guida italiana è oggi registrata nel SNLG. La SICVE ha portato nel Sistema quattro documenti, tutti arteriosi: aorta infrarenale e patologia carotidea (2022), aneurismi viscerali e renali e patologia aortica toracica e toracoaddominale (2023). Flebologia e flebolinfologia restano fra i documenti pre-SNLG. Sul versante ostetrico non esiste linea guida SNLG sul tromboembolismo in gravidanza.

Ne discende la scelta redazionale di questa pagina: per ogni ambito si indica la migliore fonte italiana disponibile e, separatamente, la linea guida internazionale che nella pratica ne colma le lacune, segnalando i punti di divergenza invece di fonderli in una sintesi che nasconderebbe il problema.

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Mappa delle fonti italiane

AmbitoDocumento italianoSocietàAnnoSNLG
Profilassi TEV in gravidanza e puerperio Il rischio tromboembolico in gravidanza e puerperio — algoritmo e scheda di valutazione SIGO, AOGOI, AGUI — Fondazione Confalonieri Ragonese 2014, rev. 2018 no
Indicazioni appropriate all'eparina in gravidanza Statement condiviso sulla prevenzione del TEV associato alla gravidanza SISET e SIGO no
TEV in gravidanza, quadro nazionale Il tromboembolismo venoso in gravidanza e in puerperio (dossier ItOSS) Istituto Superiore di Sanità — ItOSS 2021 dossier
Varici, MVC, TVS, TVP Linee Guida SICVE-SIF — Flebologia e flebolinfologia SICVE e SIF 2016 pre-SNLG
Flebologia e linfologia Linee guida diagnostico-terapeutiche delle malattie delle vene e dei linfatici Collegio Italiano di Flebologia 2013 no
Indicazioni registrate e prescrivibilità di EBPM e fondaparinux Approccio multidisciplinare alla gestione della trombosi venosa in Regione Lombardia — Gestione del tromboembolismo venoso: diagnosi, prevenzione e trattamento con fondaparinux CREMS, con il patrocinio SIFO, su Nota ATS Montagna (Regione Lombardia) nov. 2024 documento organizzativo
Profilassi TEV nell'ospedalizzato Linee guida e percorsi regionali (Toscana, Veneto, Emilia-Romagna, Sicilia) Sistemi regionali linee guida varie regionale

«SNLG: no» non significa che il documento sia scaduto o inattendibile: significa che non è registrato nel Sistema Nazionale Linee Guida e che quindi, in sede medico-legale, va citato come raccomandazione di società scientifica e non come linea guida ai sensi della legge 24/2017.

1

Eparina in gravidanza e puerperio

È l'unico dei quattro ambiti in cui l'Italia ha prodotto uno strumento operativo proprio, aggiornato e pensato per l'uso al letto della paziente: la scheda di valutazione del rischio di tromboembolismo venoso e l'algoritmo di valutazione del rischio tromboembolico in ostetricia della Fondazione Confalonieri Ragonese (SIGO, AOGOI, AGUI), che nella revisione di maggio 2018 sostituiscono le raccomandazioni del 2014.

La scheda italiana è la tabella RCOG La revisione 2018 ha adottato integralmente i fattori, i punteggi e le tre soglie della RCOG Green-top Guideline n. 37a. Chi calcola il punteggio secondo RCOG sta già calcolando quello italiano: il numero è lo stesso. Le differenze fra i due documenti stanno a valle del punteggio — durata della profilassi nel puerperio, fasce di peso per il dosaggio, controindicazioni esplicitate con soglie numeriche — ed è lì che vanno cercate.
1.1

Punteggio e soglie

FasePunteggioIndicazione
Antenatale≥ 4Considerare la profilassi con EBPM dal primo trimestre
Antenatale3Considerare la profilassi con EBPM dalla 28a settimana
AntenataleRicovero in gravidanza: valutare la profilassi indipendentemente dal punteggio
Postpartum≥ 2Considerare la profilassi con EBPM per almeno 10 giorni
PostpartumDegenza ≥ 3 giorni o riammissione: valutare la profilassi indipendentemente dal punteggio

I fattori e i rispettivi punti (TEV pregresso 4 o 3, trombofilia ad alto rischio 3, comorbilità medica importante 3, chirurgia in gravidanza o puerperio 3, iperemesi 3, iperstimolazione ovarica 4 nel solo primo trimestre, taglio cesareo in travaglio 2, BMI ≥ 40 due punti e BMI 30–39 uno, e la serie dei fattori da 1 punto) sono elencati per esteso, con le regole di non cumulabilità, nella pagina del calcolatore.

1.2

Dose profilattica di EBPM per fasce di peso

Qui le due fonti non coincidono, ed è la divergenza clinicamente più rilevante fra le due letture. La scheda italiana del 2018 usa cinque fasce a partire da 50 kg; il position statement RCOG del 2026, allineato al Maternal Care Bundle del NHS England, ne usa quattro a partire da 100 kg.

PesoEnoxaparinaDalteparinaTinzaparinaFonte
< 50 kg20 mg/die2500 UI/die3500 UI/dieSIGO/FCR 2018
50–90 kg40 mg/die5000 UI/die4500 UI/dieSIGO/FCR 2018
91–130 kg60 mg/die7500 UI/die7000 UI/dieSIGO/FCR 2018
131–170 kg80 mg/die10 000 UI/die9000 UI/dieSIGO/FCR 2018
> 170 kg0,6 mg/kg/die75 UI/kg/die75 UI/kg/dieSIGO/FCR 2018
< 100 kg40 mg/die5000 UI/die4500 UI/dieRCOG 2026
100–129 kg60 mg/die7500 UI/die7000 UI/dieRCOG 2026
130–169 kg80 mg/die10 000 UI/die9000 UI/dieRCOG 2026
≥ 170 kg0,6 mg/kg/die75 UI/kg/die75 UI/kg/dieRCOG 2026
Le due finestre in cui la dose cambia Sotto i 50 kg la scheda italiana dimezza la dose (enoxaparina 20 mg/die) mentre lo schema RCOG resta a 40 mg/die. Fra 91 e 99 kg avviene il contrario: l'Italia sale già a 60 mg/die, il Regno Unito resta a 40 mg/die fino a 100 kg. In entrambe le finestre la scelta va motivata; il calcolatore del sito segnala automaticamente la divergenza quando è stato inserito il peso.

Le dosi delle fasce superiori possono essere frazionate in due somministrazioni giornaliere. Lo schema riguarda la profilassi: il dosaggio terapeutico segue criteri propri (enoxaparina 1 mg/kg ogni 12 ore).

1.3

Durata della profilassi

SituazioneDurata
Punteggio postpartum ≥ 2 senza condizioni ad alto rischioalmeno 10 giorni
TEV pregressotutta la gravidanza + 6 settimane
Trombofilia ad alto rischio notatutta la gravidanza + 6 settimane
Trombofilia a basso rischio con familiarità per TEV6 settimane nel puerperio
BMI ≥ 50 alla presa in carico (RCOG 2026)tutta la gravidanza + 6 settimane
Iperemesi gravidica (RCOG 2026)EBPM entro 72 ore, fino alla risoluzione + 1 settimana
Sindrome da iperstimolazione ovarica3 mesi dall'episodio
Fattori di rischio persistenti o più di tre fattori nel puerperioconsiderare l'estensione oltre i 10 giorni

L'inizio precoce non è un dettaglio: le raccomandazioni SIGO ricordano che una quota consistente degli eventi tromboembolici della gravidanza si verifica nel primo trimestre, ed è il motivo per cui sopra la soglia di 4 punti la profilassi si comincia subito e non alla 28a settimana.

1.4

Controindicazioni: le soglie esplicitate dalla scheda italiana

Dove la tabella RCOG rimanda genericamente al giudizio clinico, la scheda italiana elenca le condizioni con soglie numeriche. È la parte più utile da riportare in cartella, perché rende verificabile la decisione di non somministrare l'eparina.

  • Disturbo emorragico noto o sanguinamento attivo (antepartum o postpartum).
  • Placenta previa.
  • Piastrinopenia < 75 × 109/L.
  • Ictus recente, ischemico o emorragico.
  • Malattia renale severa (filtrato glomerulare gravemente ridotto).
  • Epatopatia severa (tempo di protrombina allungato, varici esofagee note).
  • Ipertensione non controllata, pressione > 200/120 mmHg.
  • Allergia o pregressa reazione all'eparina, sospetta trombocitopenia indotta da eparina (HIT).
Il punteggio non è un punteggio emorragico Nessuna di queste voci modifica il totale. Il punteggio stima il rischio trombotico; la decisione nasce dal confronto con il rischio emorragico. Quando anche una sola di queste condizioni è presente, il punteggio da solo non basta a decidere.
1.5

Gestione peripartum e anestesia neurassiale

MomentoIntervallo
Sospensione dell'EBPM prima del parto o del cesareo programmato24 ore
Ultima dose profilattica prima di un blocco neurassialealmeno 12 ore
Ultima dose terapeutica prima di un blocco neurassialealmeno 24 ore
Prima dose dopo il blocco o dopo la rimozione del catetere6–8 ore
Rimozione del catetere epidurale dopo una dose di EBPM10–12 ore
Ripresa dopo il parto, in assenza di emorragia attivaappena possibile
Associazione con l'antiaggregante Le raccomandazioni SIGO segnalano che la somministrazione contemporanea di acido acetilsalicilico ed eparina comporta un incremento significativo del rischio di ematoma spinale. La combinazione è frequente (profilassi della preeclampsia + tromboprofilassi) e va esplicitamente considerata nella pianificazione del blocco.
1.6

Le indicazioni non appropriate: lo statement SISET–SIGO

È il documento italiano che serve più spesso nella pratica ambulatoriale, perché la domanda che arriva in consulenza non è quasi mai «va data l'eparina?» ma «questa eparina serviva davvero?».

Indicazioni riconosciute

  • Trombofilia severa (deficit di antitrombina, di proteina C o di proteina S, omozigosi per fattore V Leiden) anche senza TEV pregresso.
  • TEV pregresso spontaneo o correlato a estrogeni o a una precedente gravidanza: profilassi in gravidanza e nel puerperio.
  • TEV pregresso secondario a chirurgia o trauma: profilassi facoltativa se lo screening trombofilico è negativo.
  • Sindrome da anticorpi antifosfolipidi con TEV pregresso: profilassi obbligatoria in gravidanza e puerperio.
  • Deficit di antitrombina: dose profilattica maggiorata (enoxaparina 40 mg ogni 12 ore, dalteparina 5000 UI ogni 12 ore) e gestione ematologica dedicata.

Indicazioni ritenute non appropriate

  • Portatrici asintomatiche eterozigoti di fattore V Leiden o della mutazione protrombina G20210A, senza TEV pregresso: la sola condizione non giustifica la profilassi antenatale. Nel punteggio vale 1 punto, ma un punto non è un'indicazione.
  • Screening trombofilico universale nelle gravide senza storia personale o familiare di TEV.
  • Profilassi nella donna sotto i 35 anni, con anamnesi negativa, sottoposta a cesareo elettivo in gravidanza non complicata.
Perché conta in refertazione Il riscontro ecocolordoppler di varici o di un pregresso esito trombotico in una gravida spesso innesca la richiesta di uno screening trombofilico e, a cascata, di una profilassi. Citare lo statement SISET–SIGO nel referto permette di distinguere il dato ecografico dall'indicazione terapeutica, che resta del curante.
1.7

TEV acuto in gravidanza: diagnosi e trattamento

Il dossier ItOSS dell'Istituto Superiore di Sanità (dicembre 2021) è il documento nazionale che raccorda diagnosi e trattamento, dichiarando esplicitamente di derivare le proprie raccomandazioni da RCOG, NICE, ACOG, ESC e ASH.

  • Sospetta TVP: ecografia venosa compressiva come esame di prima linea. Il D-dimero non è utilizzabile con i cut-off della non gravida.
  • Ecografia negativa con sospetto clinico persistente: proseguire l'EBPM e ripetere l'esame; considerare l'imaging delle vene iliache, sede sproporzionatamente frequente in gravidanza (TVP prevalentemente sinistra e ilio-femorale).
  • Sospetta embolia polmonare: algoritmo YEARS adattato alla gravidanza, con D-dimero e criteri clinici, per ridurre le indagini radiologiche.
  • Trattamento: EBPM a dose terapeutica (enoxaparina 1 mg/kg ogni 12 ore) per tutta la gravidanza e per almeno 6 settimane dopo il parto, con durata complessiva non inferiore a 3 mesi.
  • Anticoagulanti orali diretti (DOAC): controindicati in gravidanza e in allattamento. Il warfarin attraversa la placenta ed è teratogeno; l'EBPM no, ed è per questo il farmaco di scelta.
Allattamento EBPM ed eparina non frazionata non passano nel latte e sono compatibili con l'allattamento. Il warfarin è compatibile. I DOAC no.
2

Varici e malattia venosa cronica

È l'ambito più scoperto. Le due fonti italiane sono le Linee Guida SICVE-SIF 2016 (Italian Journal of Vascular and Endovascular Surgery, supplemento di dicembre 2016), articolate in una parte chirurgica e una medica, e le Linee Guida del Collegio Italiano di Flebologia, ultima edizione 2013. Entrambe precedono la revisione sistematica più recente della letteratura sull'ablazione termica e sulla scleroterapia.

Impostazione condivisa

  • L'ecocolordoppler è l'esame di riferimento per la mappa del reflusso: individua i segmenti incontinenti, misura i tempi di reflusso e guida la scelta della tecnica. Nessuna indicazione chirurgica senza mappa.
  • Elastocompressione come terapia di base e come completamento di ogni procedura.
  • Trattamento del reflusso troncale con stripping, crossectomia, ablazione termica (laser o radiofrequenza), CHIVA o scleroterapia: la scelta dipende dall'anatomia, dalla classe CEAP, dall'esperienza dell'operatore.
  • Nelle ulcere venose la compressione ha la raccomandazione più forte; l'ablazione del reflusso superficiale associato ne riduce la recidiva.

Il riferimento internazionale che colma la lacuna

Nella pratica il documento oggi più citato è la ESVS 2022 Clinical Practice Guideline on the Management of Chronic Venous Disease of the Lower Limbs, affiancata dalle SCAI 2025 per la parte interventistica, che introducono due elementi assenti dalle fonti italiane: la gerarchia esplicita fra ablazione termica, tecniche non termiche e chirurgia aperta, e il ruolo di obesità e stile di vita come determinanti di risultato.

Varici in gravidanza

Che cosa dire, e che cosa non fare Le varici comparse in gravidanza vanno gestite in modo conservativo: elastocompressione graduata, mobilizzazione, controllo del peso. Nessun trattamento ablativo o sclerosante durante la gestazione. La rivalutazione clinica ed ecocolordoppler va rimandata ad almeno 3–6 mesi dal parto, perché una quota rilevante delle varici gravidiche regredisce spontaneamente e un trattamento precoce rischia di essere inutile e di essere giudicato tale a posteriori. Nel punteggio ostetrico, le «varici importanti» valgono 1 punto: il referto che le descrive come tali entra direttamente nella valutazione del rischio tromboembolico.
3

Trombosi venosa superficiale

Le Linee Guida SICVE-SIF 2016 sono il riferimento clinico italiano. Il documento più recente in italiano, Approccio multidisciplinare alla gestione della trombosi venosa in Regione Lombardia (CREMS, con il patrocinio SIFO, novembre 2024), non è una linea guida clinica: è un documento di modelli organizzativi e di farmacoutilizzazione, costruito sulla Nota ATS Montagna della Regione Lombardia. Va usato per quello che effettivamente contiene — le indicazioni registrate, le dosi massime, le durate e la prescrivibilità — e non come fonte di raccomandazioni cliniche.

  • Ecocolordoppler obbligatorio, non facoltativo: serve a misurare l'estensione, a stabilire la distanza dalla giunzione safeno-femorale o safeno-poplitea e soprattutto a escludere il coinvolgimento del circolo profondo, presente in una quota non trascurabile dei casi.
  • TVS ≥ 5 cm, non giunzionale: fondaparinux 2,5 mg/die per 45 giorni.
  • Coinvolgimento giunzionale o trombo entro 3 cm dalla giunzione: anticoagulazione a dose terapeutica, gestita come una TVP.
  • Forme brevi, distali, non giunzionali: FANS e compressione possono bastare.
  • Compressione elastica associata in tutte le forme.

L'indicazione registrata: il fondaparinux è l'unico

È il punto che conta in refertazione e in prescrizione. Fra tutte le eparine a basso peso molecolare e il fondaparinux, una sola molecola ha un'indicazione registrata per la TVS: le EBPM sono registrate per la profilassi del TEV e per il trattamento della TVP e dell'EP, non per la TVS. Il testo dell'indicazione del fondaparinux è: «trattamento di adulto con trombosi venosa superficiale sintomatica spontanea acuta degli arti inferiori in assenza di trombosi venosa profonda concomitante».

Fondaparinux — indicazioneDoseDurata
TVS sintomatica spontanea acuta degli arti inferiori, senza TVP concomitante2,5 mg/die45 giorni
TVP ed EP acuta, esclusi i pazienti emodinamicamente instabili o che richiedono trombolisi o embolectomia7,5 mg/die5 giorni
Profilassi del TEV nel paziente di area medica ad alto rischio, immobilizzato per patologia acuta2,5 mg/die14 giorni
Profilassi del TEV in chirurgia ortopedica maggiore degli arti inferiori e in chirurgia addominale ad alto rischio2,5 mg/die24 giorni

Dosi massime e durate come riportate nel documento CREMS/SIFO 2024, che le deriva dalle schede tecniche. Il fondaparinux è rimborsabile dal SSN per il trattamento di TVP, EP e TVS e per la profilassi del TEV nei pazienti a rischio. Per la dose terapeutica della TVP il valore indicato è quello della fascia di peso intermedia: verificare la RCP per i pazienti sotto i 50 kg e sopra i 100 kg.

Perché l'ecocolordoppler decide la molecola L'indicazione registrata del fondaparinux vale in assenza di TVP concomitante, e la dose cambia di tre volte fra TVS (2,5 mg) e TVP (7,5 mg). È l'esame che stabilisce quale delle due situazioni si ha davanti: un referto che non dichiara esplicitamente lo stato del circolo profondo lascia la prescrizione senza il suo presupposto.
TVS in gravidanza Il fondaparinux non è il farmaco di prima scelta in gravidanza: si utilizza l'EBPM, con dose e durata rapportate all'estensione e alla sede. La TVS su varici gravidiche va rivalutata ecograficamente, perché la progressione verso il circolo profondo è il vero elemento che cambia la condotta.

Le indicazioni registrate, i dosaggi di RCP e le controindicazioni delle singole molecole sono raccolti nella pagina dedicata: linee guida e IFU per gli anticoagulanti.

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Trombosi venosa profonda

Non esiste una linea guida nazionale italiana sulla diagnosi e sul trattamento della TVP. I riferimenti operativi sono la ESVS 2021 Clinical Practice Guideline on the Management of Venous Thrombosis, le raccomandazioni ASH 2020 e, per l'embolia polmonare, le linee guida ESC 2019. Sul versante italiano restano la parte medica delle SICVE-SIF 2016, i percorsi regionali per la profilassi nel paziente ospedalizzato e la FCSA per la gestione pratica dell'anticoagulazione.

  • Diagnosi: probabilità clinica (Wells), D-dimero nei casi a bassa probabilità, ecocolordoppler con manovre di compressione come esame dirimente.
  • Trattamento: DOAC come prima scelta nella popolazione generale; EBPM nelle situazioni in cui i DOAC non sono impiegabili — gravidanza e allattamento, neoplasia in fase attiva secondo il quadro, insufficienza renale severa, sindrome da anticorpi antifosfolipidi triplo-positiva.
  • Durata: almeno 3 mesi; la prosecuzione dipende dal carattere provocato o non provocato dell'evento e dal rischio emorragico, rivalutati periodicamente.
  • Trombolisi ed interventistica: riservate a casi selezionati di TVP ilio-femorale con compromissione dell'arto.
  • Follow-up ecocolordoppler: definizione della ricanalizzazione e del trombo residuo, base della valutazione della sindrome post-trombotica con la scala di Villalta.
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Che cosa manca, detto senza giri di parole

  • Nessuna linea guida italiana sulle patologie venose è registrata nel SNLG: in sede medico-legale il riferimento resta la buona pratica clinica documentata.
  • Le due fonti flebologiche italiane hanno dieci e tredici anni: precedono buona parte della letteratura sull'ablazione non termica e sulla scleroterapia con schiuma.
  • Il documento italiano più recente sulla trombosi venosa, quello del 2024, è un documento organizzativo e di farmacoutilizzazione di ambito regionale, non una linea guida clinica: dice quanto costa e che cosa è prescrivibile, non che cosa fare. La distinzione va tenuta ferma quando lo si cita.
  • Il documento italiano più solido, la scheda SIGO/FCR 2018, è un adattamento della RCOG 37a: mentre la quarta edizione RCOG è in preparazione e il position statement 2026 ne ha già modificato tre punti, la scheda italiana non è stata riallineata.
  • La conseguenza pratica: nel referto conviene citare due livelli — la fonte italiana come riferimento nazionale e la linea guida internazionale come riferimento clinico — e segnalare esplicitamente i punti in cui divergono, invece di sceglierne una sola in silenzio.
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Fonti

  • SIGO, AOGOI, AGUI — Fondazione Confalonieri Ragonese. Il rischio tromboembolico in gravidanza e puerperio, novembre 2014, revisione di maggio 2018, con Algoritmo di valutazione del rischio tromboembolico in ostetricia e Scheda di valutazione del rischio di tromboembolismo venoso. sigo.it
  • SISET e SIGO. Statement condiviso — Prevenzione del tromboembolismo venoso associato alla gravidanza. Indicazioni appropriate e non appropriate all'eparina in gravidanza.
  • Istituto Superiore di Sanità — ItOSS. Il tromboembolismo venoso in gravidanza e in puerperio, dicembre 2021. Dossier nazionale su valutazione del rischio, diagnosi e trattamento. epicentro.iss.it
  • Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. Reducing the Risk of Venous Thromboembolism during Pregnancy and the Puerperium, Green-top Guideline No. 37a, terza edizione 2015 emendata nel 2023; Position statement 2026; Thrombosis and Embolism during Pregnancy and the Puerperium: Acute Management, Green-top Guideline No. 37b.
  • SICVE e SIF. Linee Guida SICVE-SIF 2016 — Flebologia e flebolinfologia. Italian Journal of Vascular and Endovascular Surgery, vol. 23, suppl. 2 al n. 4, dicembre 2016. sicve.it
  • Collegio Italiano di Flebologia. Linee guida diagnostico-terapeutiche delle malattie delle vene e dei linfatici, agosto 2013. collegioitalianoflebologia.it
  • CREMS — Centro Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale, con il patrocinio SIFO. Approccio multidisciplinare alla gestione della trombosi venosa in Regione Lombardia — Gestione del tromboembolismo venoso: diagnosi, prevenzione e trattamento con fondaparinux, collana Modelli Organizzativi in Sanità, novembre 2024. Documento organizzativo e di farmacoutilizzazione, non linea guida clinica, costruito sulla Nota ATS Montagna (Regione Lombardia, 2024); utile per le indicazioni registrate, le dosi massime, le durate e la prescrivibilità di EBPM e fondaparinux. sifoweb.it
  • European Society for Vascular Surgery. 2022 Clinical Practice Guidelines on the Management of Chronic Venous Disease of the Lower Limbs; 2021 Clinical Practice Guidelines on the Management of Venous Thrombosis.
  • Society for Cardiovascular Angiography and Interventions. 2025 SCAI Clinical Practice Guidelines for the Management of Chronic Venous Disease, luglio 2025.
  • SICVE. Elenco delle linee guida e stato di registrazione nel Sistema Nazionale Linee Guida. sicve.it/linee-guida
  • Istituto Superiore di Sanità. Sistema Nazionale Linee Guida. iss.it
Avvertenza Pagina di sintesi a scopo di consultazione rapida, destinata a personale sanitario. Non sostituisce i documenti originali, le schede tecniche dei medicinali né il giudizio clinico dello specialista. Le soglie, i dosaggi e le durate riportati sono valori indicativi da verificare sull'edizione aggiornata della fonte e sulla RCP del singolo medicinale. Ultima revisione dei contenuti: settembre 2026.