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Tecnica d'esame · per operatori

EcoColorDoppler dei tronchi sovra-aortici (TSA)

Protocollo di scansione per lo studio duplex delle arterie carotidi e vertebrali extracraniche. Riferimento operativo per l'esecuzione dell'esame; per i criteri di refertazione e le soglie diagnostiche vedi le linee guida.

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Indicazioni all'esame

Screening e follow-up della vasculopatia carotidea (fattori di rischio cardiovascolare, soffio carotideo, pregresso TIA/ictus), valutazione pre-operatoria (cardiochirurgia, chirurgia carotidea), sorveglianza post-TEA/post-stenting, sospetta dissecazione, sospetta sindrome da furto della succlavia, studio delle vertebrali in caso di sintomatologia vertebro-basilare.

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Apparecchiatura

  • Sonda lineare ad alta frequenza, 7–12 MHz: la profondità dei vasi del collo (2–4 cm) rende inutile e controproducente una frequenza più bassa.
  • Preset vascolare/carotideo, con guadagno color e PRF regolati per evitare sia l'aliasing sia la sottostima del segnale a basso flusso.
  • Doppler pulsato con angolo di insonazione ≤ 60°, idealmente 45–60°, mantenuto costante nei controlli seriati per rendere confrontabili le velocità nel tempo.
  • Volume campione (gate) stretto (1,5–2 mm), posizionato al centro del lume, spostato lungo tutto il segmento sospetto per non perdere il punto di massima velocità.
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Posizione del paziente

Paziente supino, capo lievemente iperesteso su un cuscino sottile, ruotato di circa 30–45° controlateralmente al lato in esame. L'operatore si posiziona alla testa o al fianco del paziente, a seconda della preferenza personale; entrambi gli approcci sono validi purché sistematici e riproducibili.

Consiglio In pazienti con collo corto o cifosi dorsale, sollevare leggermente le spalle con un cuscino ottimizza l'estensione cervicale e facilita l'accesso ai tratti alti dell'ICA e all'origine delle vertebrali.
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Scansione sistematica

La sequenza va sempre condotta su entrambi i lati, in scansione longitudinale e trasversale, con approccio combinato B-mode, color-Doppler e Doppler pulsato.

4.1 · Carotide comune (CCA)

Si inizia in trasversale dalla base del collo, risalendo fino alla biforcazione, per avere un'idea d'insieme di calibro e pervietà. Si passa poi al longitudinale: si valuta lo spessore medio-intimale (IMT) sulla parete posteriore, 1–2 cm prossimalmente al bulbo, in un tratto rettilineo privo di placca — è qui che la misura è più riproducibile.

4.2 · Bulbo carotideo

Sede più frequente di placca: si esplora con scansioni multiple (antero-laterale, laterale, postero-laterale) perché una placca eccentrica può sfuggire a una singola angolazione. Il color-Doppler qui mostra fisiologicamente un'area di flusso invertito lungo la parete esterna del bulbo (separazione di flusso), da non confondere con turbolenza patologica.

4.3 · Carotide interna (ICA)

Si segue distalmente fino a dove la finestra acustica lo consente (spesso limitata dall'angolo mandibolare). Campionare il Doppler pulsato subito a valle del bulbo, dove le velocità sono più rappresentative, e lungo tutto il tratto esplorabile se è presente placca, cercando il punto di massima accelerazione sistolica.

4.4 · Carotide esterna (ECA)

Decorso più anteriore e mediale, con le prime collaterali visibili poco dopo l'origine (tiroidea superiore, in genere il primo ramo identificabile). Utile per la diagnosi differenziale con l'ICA (vedi sezione 5).

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Distinguere ICA da ECA

Un errore di identificazione compromette tutta la valutazione del grado di stenosi. Nessun singolo segno è definitivo da solo: si incrociano più criteri.

CriterioICAECA
CollateraliAssenti nel tratto cervicale Presenti (tiroidea superiore, faciale, ecc.)
DecorsoTipicamente postero-laterale Tipicamente antero-mediale
Calibro basaleIn genere maggioreIn genere minore
Profilo di flussoBassa resistenza (flusso diastolico sempre presente, anche in assenza di stenosi) Alta resistenza (componente diastolica scarsa/assente)
Temporal tap testNessuna oscillazione trasmessa Oscillazioni trasmesse alla traccia Doppler picchiettando l'arteria temporale superficiale omolaterale
Nota Il temporal tap test è utile nei casi dubbi (varianti anatomiche, ECA con basse resistenze per fistola o stenosi ICA severa che modifica il pattern), ma va usato come conferma, non come unico criterio.
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Arterie vertebrali e furto succlavio

Si esplorano nel loro tratto extracranico (V2), visibili in scansione longitudinale paramediana tra le apofisi trasverse cervicali, riconoscibili per l'ombra acustica regolare "a scala" delle apofisi stesse. Si documentano calibro, direzione e simmetria del flusso rispetto al lato controlaterale.

In caso di sospetta sindrome da furto della succlavia (asimmetria pressoria tra le braccia, claudicatio dell'arto superiore, sintomi vertebro-basilari), si valuta la vertebrale a riposo e poi durante iperemia reattiva: si gonfia un bracciale allo sfigmomanometro sull'arto superiore omolaterale oltre la pressione sistolica per 2–3 minuti, quindi lo si rilascia bruscamente mentre si osserva la vertebrale — un flusso che si inverte transitoriamente o si accentua in senso retrogrado conferma il furto emodinamicamente significativo.

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Cosa misurare e documentare

  • IMT in mm, su parete posteriore della CCA distale, tratto indenne da placca.
  • Placca: sede, struttura (calcifica, molle/ipoecogena, mista), superficie (regolare/irregolare), estensione.
  • PSV ed EDV in ICA nel punto di massima stenosi, con angolo corretto: sono i parametri cardine del grading (vedi linee guida per le soglie).
  • PSV in CCA, per il calcolo del rapporto velocimetrico ICA/CCA, utile nei casi di flusso iperdinamico sistemico che alza le velocità assolute in modo omogeneo.
  • Direzione di flusso nelle vertebrali e, se pertinente, esito della manovra di iperemia reattiva.
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Insidie tecniche

Angolo di insonazione eccessivo Angoli oltre 60° amplificano l'errore di stima della velocità in modo non lineare: meglio riposizionare la sonda (heel-toe, compound) che accettare un angolo elevato.
Placca fortemente calcifica Il cono d'ombra posteriore può nascondere il lume residuo: integrare scansioni multiple, color con guadagno ottimizzato e, se necessario, segnalare il limite tecnico nel referto anziché stimare un grado non attendibile.
Occlusione vs subocclusione critica Un flusso residuo minimo in una subocclusione può sfuggire con impostazioni color troppo "aggressive" (PRF alta, guadagno basso). Ridurre la PRF e aumentare il guadagno color prima di refertare un'occlusione completa.

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