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Tecnica d'esame · per operatori

EcoColorDoppler delle arterie renali

Protocollo di scansione diretta dell'origine delle arterie renali e di studio Doppler intrarenale, per lo screening e la caratterizzazione della stenosi dell'arteria renale in pazienti con ipertensione nefrovascolare o insufficienza renale di sospetta origine vascolare.

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Indicazioni all'esame

Ipertensione arteriosa di recente insorgenza in età giovanile o anziana, ipertensione resistente alla terapia, peggioramento della funzione renale dopo introduzione di ACE-inibitori/sartani, riduzione asimmetrica delle dimensioni renali, edema polmonare improvviso ("flash pulmonary edema") non spiegato da causa cardiaca, follow-up dopo angioplastica/stent renale.

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Preparazione del paziente e apparecchiatura

  • Digiuno di almeno 6–8 ore, come per lo studio dell'aorta addominale: il meteorismo è il principale fattore limitante anche in questo distretto.
  • Sonda convex 2–5 MHz.
  • Approccio anteriore per l'origine delle arterie renali (paziente supino), approccio laterale/posteriore (decubito controlaterale) per lo studio intraparenchimale, che sfrutta la finestra acustica del fianco.
  • Esame lungo, che richiede pazienza: è tra i distretti tecnicamente più impegnativi dell'ecocolordoppler internistico-vascolare, per profondità, respirazione e variabilità anatomica.
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Studio diretto dell'origine dell'arteria renale

Dall'aorta, in scansione trasversale a livello dell'origine della mesenterica superiore (circa 1–2 cm sotto), si identificano le origini delle arterie renali: la destra origina dalla parete latero-posteriore dell'aorta e decorre posteriormente alla cava inferiore; la sinistra origina più lateralmente e ha un decorso più diretto verso il rene. Si segue il vaso con Doppler pulsato dall'origine fino all'ilo renale, campionando ad angolo ≤ 60° in più punti, poiché la stenosi ostiale (la più frequente, soprattutto in forma aterosclerotica) può essere puntiforme.

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Rapporto reno-aortico (RAR)

Si misura la PSV aortica a livello dell'origine delle renali e la si confronta con la PSV massima renale: un RAR ≥ 3,5, associato a PSV renale ≥ 180 cm/s, è il criterio combinato più utilizzato per la stenosi emodinamicamente significativa (convenzionalmente ≥ 60%). Il RAR corregge la stima in pazienti con stati circolatori iperdinamici o ipodinamici che alterano le velocità assolute.

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Doppler intrarenale e pattern parvus-tardus

Quando l'origine non è visualizzabile direttamente (obesità, meteorismo, variabilità anatomica), lo studio Doppler delle arterie segmentarie/interlobari intraparenchimali fornisce un'informazione indiretta ma utile: a valle di una stenosi severa il tracciato assume il caratteristico pattern "parvus et tardus" — ampiezza sistolica ridotta (parvus) e tempo di accelerazione sistolica prolungato (tardus), con perdita del picco sistolico precoce e appuntito tipico del rene normale.

Si misura il tempo di accelerazione (dall'inizio della sistole al picco) e l'indice di accelerazione (pendenza sistolica): un tempo di accelerazione > 0,07 s è suggestivo di stenosi significativa a monte.

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Indice di resistenza intraparenchimale

L'indice di resistenza (IR = [PSV − velocità telediastolica] / PSV), misurato sulle arterie interlobari in più poli del rene, riflette soprattutto la resistenza del parenchima renale a valle (nefroangiosclerosi, nefropatia parenchimale) più che la stenosi dell'arteria principale. Un IR elevato e simmetrico nei due reni orienta verso una nefropatia parenchimale diffusa piuttosto che verso una stenosi arteriosa emodinamicamente significativa, e ha valore prognostico rispetto alla risposta alla rivascolarizzazione.

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Cosa misurare e documentare

  • Diametro longitudinale renale bilaterale: un rene ridotto di dimensioni rispetto al controlaterale (differenza > 1,5–2 cm) è un dato indiretto importante.
  • PSV all'origine e lungo il decorso dell'arteria renale, con RAR.
  • Tempo/indice di accelerazione intrarenale quando lo studio diretto non è conclusivo.
  • Indice di resistenza intraparenchimale bilaterale.
  • Numero di arterie renali per lato: le varianti con arterie renali multiple/accessorie sono frequenti e vanno sempre ricercate e documentate.
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Insidie tecniche

Arterie renali accessorie Presenti in una minoranza non trascurabile della popolazione: un'arteria accessoria non identificata può essere sede di stenosi misconosciuta anche quando l'arteria principale è indenne.
Movimento respiratorio Il rene si sposta significativamente con gli atti respiratori: chiedere al paziente un'apnea breve e riproducibile durante il campionamento Doppler migliora nettamente l'accuratezza della misura, specie per il tempo di accelerazione.
Nota Quando lo studio diretto dell'origine non è tecnicamente possibile nonostante manovre e decubiti multipli, il pattern intrarenale (parvus-tardus, IR) resta l'unico dato disponibile: va sempre specificato nel referto il metodo con cui si è giunti alla conclusione diagnostica.

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Compila la scheda Arterioso Addominale di VascularReport, che include la sezione dedicata alle arterie renali.

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