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Struttura del referto · modello italiano

Come deve essere strutturato un referto ECD secondo le linee guida italiane

Impianto del referto ecocolordoppler nel modello italiano: chi definisce lo standard, quali blocchi deve contenere il documento, quali campi sono obbligatori distretto per distretto e come si scrivono le conclusioni. Documento parallelo: la struttura secondo le linee guida americane (in inglese).

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Chi definisce lo standard in Italia

In Italia non esiste un unico documento normativo che imponga un formato di referto ecocolordoppler. Lo standard nasce dalla convergenza di tre livelli: le procedure operative delle società di diagnostica vascolare, le linee guida accreditate dal Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG-ISS) e la normativa generale sull'atto medico e sul trattamento dei dati.

EnteRuolo sul referto ECDDocumento di riferimento
SIDV-GIUV
Diagnostica vascolare
È l'unica società italiana dedicata specificamente all'ecocolordoppler. Definisce indicazioni, modalità di esecuzione e contenuto minimo del referto per ogni distretto. Procedure operative per indagini diagnostiche vascolari (2016); aggiornamento tronchi epiaortici (2025); versione internazionale su International Angiology (2012).
SICVE
Chirurgia vascolare
Produce le linee guida italiane accreditate SNLG-ISS: stabiliscono quando l'ECD è l'esame di primo livello e quali soglie diagnostiche devono comparire nelle conclusioni. LG SNLG stenosi carotidea (2022); LG SNLG aneurisma aorta addominale (2021); LG SICVE-SIRM aneurismi viscerali e renali (2023); LG patologia aortica toracica (2023).
SIAPAV
Angiologia
Percorsi assistenziali e documenti intersocietari, in particolare per la trombosi venosa profonda e per il collegamento fra referto e decisione terapeutica. Percorso assistenziale TVP (2013); documenti intersocietari SIAPAV-SISET-SIDV-CIF.
SIF e CIF
Flebologia
Definiscono la nomenclatura venosa e il contenuto del referto flebologico (mappa del reflusso, classificazione CEAP). Linee guida SIF-SICVE di Flebologia (2017) e di Flebo-Linfologia (2016); linee guida CIF (2013).
SIUMB, SIRM, SIECVI Standard formativi e di qualità dell'immagine ecografica; certificazione di competenza dell'operatore. Percorsi di certificazione e documenti di sezione.
Il punto chiave del modello italiano Il referto è un atto medico unitario: chi esegue l'esame è la stessa persona che lo interpreta e lo firma. Non esiste, come negli Stati Uniti, la separazione fra il tecnico che acquisisce e il medico che interpreta. Questo spiega perché il referto italiano è tradizionalmente più narrativo e meno tabellare di quello americano.
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L'impianto in sei blocchi

Sintetizzando le procedure operative SIDV-GIUV e la prassi consolidata dei laboratori vascolari italiani, il referto ECD si articola in sei blocchi in sequenza fissa. L'ordine non è arbitrario: riproduce il percorso logico dal quesito al giudizio, ed è il criterio con cui un referto viene valutato in sede di contenzioso.

#BloccoFunzioneStato
1Intestazione e identificazioneChi, dove, quandoObbligatorio
2Quesito clinico e dati anamnestici miratiPerché l'esame è stato richiestoObbligatorio
3Metodica e apparecchiaturaCome è stato eseguitoObbligatorio
4Descrizione analitica dei repertiChe cosa si è visto e misuratoObbligatorio
5Conclusioni diagnosticheChe cosa significaObbligatorio
6Data, firma, iconografia allegataChi se ne assume la responsabilitàObbligatorio
Consiglio La sequenza descrizione → conclusione va mantenuta rigidamente separata. Un errore frequente è anticipare il giudizio nel corpo descrittivo («placca emodinamicamente significativa») invece di descrivere il dato e trarne la conseguenza nelle conclusioni. La separazione rende il referto verificabile e confrontabile nei controlli seriati.
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Blocco 1 — Intestazione e identificazione

CampoStatoContenuto atteso
Struttura eroganteObbligatorioDenominazione, indirizzo, eventuale unità operativa e recapito.
Dati identificativi del pazienteObbligatorioCognome, nome, data di nascita, sesso; codice fiscale o identificativo interno.
Data e ora dell'esameObbligatorioData completa. L'ora è raccomandata negli esami urgenti (sospetta TVP, ischemia acuta).
Tipo di esameObbligatorioDenominazione precisa e distretto: es. «EcoColorDoppler dei tronchi sovra-aortici», non «Doppler collo».
Medico richiedenteRaccomandatoNome e qualifica; regime di erogazione (SSN, privato, ricovero).
Esami precedenti di confrontoRaccomandatoData e sede degli ECD, angio-TC o angio-RM precedenti utilizzati per il confronto.
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Blocco 2 — Quesito clinico e anamnesi mirata

È il blocco che le linee guida italiane hanno progressivamente irrobustito, perché l'appropriatezza prescrittiva dipende dalla sua esplicitazione. Le linee guida SNLG-SICVE sulla stenosi carotidea e sull'aneurisma dell'aorta addominale collegano esplicitamente indicazione, periodicità del controllo e soglie di intervento: se il quesito non è registrato, il referto perde la capacità di dimostrare la propria appropriatezza.

  • Quesito diagnostico in forma esplicita: screening, stadiazione, sospetto clinico, follow-up di lesione nota, sorveglianza post-procedurale, valutazione preoperatoria.
  • Sintomatologia rilevante: claudicatio e distanza percorsa, dolore a riposo, lesioni trofiche, TIA/ictus e lato, edema, sintomi vertebro-basilari.
  • Fattori di rischio e comorbilità pertinenti al distretto: diabete, fumo, ipertensione, dislipidemia, insufficienza renale, neoplasia attiva, trombofilia.
  • Terapia in corso che condiziona l'interpretazione: anticoagulanti, antiaggreganti, terapia compressiva, farmaci vasoattivi.
  • Interventi precedenti sul distretto: TEA, stent, bypass (sede e tipo di condotto), EVAR, ablazione safenica, confezionamento di FAV.
  • Score clinici quando previsti dal percorso: score di Wells nel sospetto di TVP, classificazione CEAP nella malattia venosa cronica, stadio di Rutherford o Fontaine nell'AOP.
Attenzione Nel sospetto di trombosi venosa profonda, il percorso italiano (SIAPAV, documenti intersocietari SIAPAV-SISET-SIDV-CIF) prevede che probabilità clinica pre-test e D-dimero siano parte integrante del ragionamento. Un referto di ecografia venosa negativa senza riferimento alla probabilità clinica è incompleto: il valore predittivo negativo dipende proprio da quel dato.
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Blocco 3 — Metodica e apparecchiatura

Blocco breve ma non eliminabile: rende l'esame riproducibile e giustifica eventuali limitazioni. Nella prassi italiana si redige in due o tre righe.

CampoStatoContenuto atteso
Apparecchio e sondeRaccomandatoModello dell'ecografo; tipo e banda di frequenza delle sonde (lineare 7–12 MHz, convex 2–5 MHz).
Modalità impiegateObbligatorioB-mode, color-Doppler, Doppler pulsato; eventuale power-Doppler o mezzo di contrasto ecografico.
Posizione del paziente e manovreObbligatorioClino/ortostatismo, decubito; manovre eseguite (compressione, Valsalva, iperemia reattiva, test posizionali).
Angolo di insonazioneObbligatorio≤ 60°, mantenuto costante nei controlli seriati. Va dichiarato perché condiziona ogni velocità riportata.
Nomenclatura adottataRaccomandatoPer il distretto venoso, nomenclatura anatomica del consensus UIP, recepita dalle società italiane.
Limiti tecnici dell'esameObbligatorio se presentiMeteorismo, obesità, edema, medicazioni, calcificazioni con cono d'ombra, scarsa collaborazione, biforcazione alta. Va indicato quale segmento non è stato valutabile.
La dichiarazione dei limiti è un requisito, non una cautela Un referto che non segnala i segmenti non esplorati implica che tutti siano stati esplorati e risultati normali. È il punto su cui più spesso si concentra la contestazione medico-legale. Formula corretta: «l'arteria iliaca esterna destra non è risultata valutabile per meteorismo; si consiglia integrazione con angio-TC in caso di persistenza del sospetto clinico».
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Blocco 4 — Descrizione analitica dei reperti

È il cuore del referto. Il modello italiano procede in senso anatomico prossimo-distale, lato per lato, descrivendo per ciascun segmento morfologia parietale, lume, segnale color e curva velocimetrica. La regola implicita delle procedure operative SIDV-GIUV è che ogni segmento dichiarato esplorato abbia un reperto scritto, anche quando normale.

6.1 · La griglia costante di ogni segmento

  • Parete: spessore medio-intimale, regolarità, ecostruttura.
  • Placca o trombo (se presenti): sede, estensione, ecostruttura (ipoecogena, isoecogena, iperecogena, calcifica, disomogenea), superficie (regolare, irregolare, ulcerata), grado di riduzione del lume.
  • Lume e calibro: diametro dove rilevante (aorta, safene, vene, condotti).
  • Segnale color: presente/assente, aliasing, difetti di riempimento, direzione.
  • Curva velocimetrica: morfologia (trifasica, bifasica, monofasica; fasicità respiratoria per le vene) e valori (PSV, EDV, rapporti di velocità).
  • Comprimibilità nel distretto venoso: completa, parziale, assente.

6.2 · Regole di scrittura

  • Sempre indicare il lato: destra e sinistra descritte separatamente, mai «bilateralmente nella norma» quando esistono reperti asimmetrici.
  • Le velocità in cm/s, i diametri in mm (o cm per l'aorta), i tempi di reflusso in secondi, la portata in ml/min.
  • Riportare il valore misurato, non solo il giudizio: «PSV 268 cm/s» e non soltanto «accelerazione significativa».
  • Nei controlli seriati, affiancare il valore precedente e la data: è l'unico modo di rendere leggibile una progressione.
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Campi obbligatori per distretto

Le tabelle seguenti traducono in campi le procedure operative SIDV-GIUV e i capitoli diagnostici delle linee guida SNLG-SICVE, SIF-SICVE e CIF. Le soglie numeriche di riferimento sono raccolte nella pagina linee guida.

7.1 · Tronchi sovra-aortici (TSA)

CampoStatoContenuto
IMT carotide comuneRaccomandatoMisurato sulla parete posteriore, 1–2 cm a monte del bulbo, in tratto rettilineo privo di placca.
Descrizione della placcaObbligatorioSede (CCA, bulbo, ICA prossimale/media/distale, ECA), estensione, ecostruttura, superficie, calcificazioni.
Grado di stenosiObbligatorioEspresso in classi (<50%, 50–69%, 70–99%, occlusione) con esplicito riferimento al metodo NASCET.
PSV ed EDV di CCA, ICA, ECAObbligatorioBilaterali; valori numerici in cm/s.
Rapporto ICA/CCAObbligatorio se stenosiParametro di conferma quando PSV ed EDV sono discordanti.
Arterie vertebraliObbligatorioPervietà, calibro, direzione del flusso (anterograda, alternante, retrograda), PSV nel tratto V2.
Succlavie e origine dei tronchiObbligatorioRicerca del furto succlavio; morfologia dell'onda a valle.
Decorso e anomalieRaccomandatoKinking, coiling, biforcazione alta, ipoplasia vertebrale.
Controllo post-TEA / post-stentObbligatorio nel follow-upRestenosi intra-stent con soglie dedicate, pervietà del patch, estremità dello stent.

7.2 · Arterioso arti inferiori

CampoStatoContenuto
Segmenti esploratiObbligatorioIliaca comune ed esterna, femorale comune, superficiale (terzo prossimale/medio/distale), profonda, poplitea, tibiale anteriore, tibiale posteriore, peroniera.
Morfologia dell'onda per segmentoObbligatorioTrifasica, bifasica, monofasica; smorzamento distale.
PSV e rapporto di velocitàObbligatorio in caso di stenosiPSV nella stenosi e nel segmento prossimale sano; rapporto (Vr) esplicitato.
Sede ed estensione delle occlusioniObbligatorioPunto di inizio e di riabitazione, lunghezza stimata, presenza di circoli collaterali.
ABI (e TBI nel diabetico)ObbligatorioValore per arto; nel diabetico e nel nefropatico va segnalata l'incomprimibilità (ABI > 1,3–1,4) e privilegiato il TBI.
AneurismiObbligatorio se presentiPoplitea e femorale: diametro massimo, trombo parietale, pervietà del lume.
Controllo di bypass e stentObbligatorio nel follow-upAnastomosi prossimale e distale, corpo del condotto, PSV lungo tutto il tragitto, rapporto di velocità sulle stenosi.
Stadiazione clinicaRaccomandatoRutherford o Fontaine, riportato nelle conclusioni.

7.3 · Arterioso arti superiori e sindrome dello stretto toracico

CampoStatoContenuto
Segmenti esploratiObbligatorioSucclavia, ascellare, omerale, radiale, ulnare; arcata palmare quando pertinente.
Onda e PSV per segmentoObbligatorioCon confronto controlaterale.
Gradiente pressorio fra le bracciaRaccomandatoDifferenza > 15–20 mmHg da segnalare.
Manovre posizionaliObbligatorio nel sospetto TOSAbduzione a 90° e 180°, manovra di Adson, iperabduzione: modificazioni del segnale succlavio/ascellare.
Test da freddoRaccomandatoNel sospetto di fenomeno di Raynaud o di patologia digitale.

7.4 · Venoso arti inferiori — sospetta TVP

CampoStatoContenuto
Probabilità clinica pre-testObbligatorioScore di Wells e, se disponibile, D-dimero: condizionano il valore del risultato.
Comprimibilità segmento per segmentoObbligatorioVena femorale comune, femorale, poplitea, tibiali posteriori, peroniere, muscolari (soleali, gastrocnemie); vena grande e piccola safena.
Estensione del tromboObbligatorio se presenteLimite prossimale e distale, occlusivo o non occlusivo, aspetto (recente/organizzato), flottazione dell'apice.
Interessamento iliaco-cavaleObbligatorio se sospettoDa valutare quando la femorale comune ha flusso continuo, non fasico.
Trombosi venosa superficialeObbligatorio se presenteVena interessata, estensione in cm, distanza dalla giunzione safeno-femorale o safeno-poplitea: è il dato che guida l'indicazione anticoagulante.
Diagnosi differenzialeRaccomandatoCisti di Baker, ematoma, ascesso, linfoadenopatia, edema sottocutaneo.
Confronto con esame precedenteObbligatorio nel follow-upRicanalizzazione, riduzione di calibro, trombosi residua: base per decidere la durata dell'anticoagulazione.

7.5 · Venoso arti inferiori — malattia venosa cronica e reflusso

CampoStatoContenuto
Posizione dell'esameObbligatorioOrtostatismo (o antitrendelenburg accentuato): il reflusso studiato in clinostatismo è sottostimato.
Manovra di provocazioneObbligatorioCompressione-decompressione distale o manovra di Valsalva per le giunzioni; va dichiarata quale è stata usata.
Durata del reflussoObbligatorioMisurata in secondi per ogni punto esaminato, non solo giudicata «presente».
GiunzioniObbligatorioSafeno-femorale e safeno-poplitea: competenza, diametro, presenza di vene accessorie.
Assi safeniciObbligatorioGrande safena e piccola safena: diametro a livelli standard, estensione del reflusso, punti di fuga e di rientro.
Perforanti incontinentiObbligatorio se presentiSede (in cm dal suolo o rispetto a repere anatomico), diametro, direzione del flusso.
Circolo profondoObbligatorioPervietà, competenza valvolare, esiti post-trombotici.
NomenclaturaObbligatorioTerminologia anatomica del consensus UIP recepita dalle linee guida SIF-SICVE e CIF.
Classificazione CEAPObbligatorioDa riportare nelle conclusioni; la componente «E, A, P» deriva direttamente dall'ecocolordoppler.
Mappa emodinamicaRaccomandatoSchema grafico allegato: è lo standard di fatto della flebologia italiana prima del trattamento.

7.6 · Aorta addominale, viscerali e renali

CampoStatoContenuto
Diametro aortico massimoObbligatorioAntero-posteriore, misura da parete esterna a parete esterna, su piano perpendicolare all'asse del vaso; livello della misura specificato.
Estensione dell'aneurismaObbligatorio se presenteRapporto con le arterie renali (sottorenale, iuxtarenale), colletto, coinvolgimento iliaco, trombo parietale.
Confronto con il precedenteObbligatorio nella sorveglianzaDiametro precedente e data; velocità di crescita in mm/anno.
Assi iliaciObbligatorioCalibro, placche, dilatazioni.
Tripode celiaco e mesentericheObbligatorio nel quesito visceralePSV, EDV, morfologia dell'onda; per il tripode, variazione con gli atti respiratori (legamento arcuato).
Arterie renaliObbligatorio nel quesito renalePSV all'origine e nel decorso, RAR (rapporto reno-aortico), indici intraparenchimali (IR, tempo di accelerazione).
Preparazione del pazienteObbligatorioDigiuno; eventuale terapia per il meteorismo. Va dichiarata perché condiziona la valutabilità.
Sorveglianza post-EVARObbligatorio nel follow-upDiametro del sacco, pervietà delle branche, ricerca di endoleak con color e power-Doppler.

7.7 · Accesso vascolare per emodialisi (FAV e graft)

CampoStatoContenuto
Mappatura preoperatoriaObbligatorio nel pre-FAVDiametro e pervietà di arteria radiale e omerale, test di Allen, diametro e profondità di cefalica e basilica lungo tutto il decorso; pervietà delle vene centrali.
AnastomosiObbligatorioTipo, diametro, PSV; presenza di stenosi iuxta-anastomotica.
Portata (flow volume)ObbligatorioMisurata sull'arteria omerale; valore in ml/min con indicazione della sede di misura.
Vena efferenteObbligatorioCalibro, profondità dalla cute, tratto utile per la punteggiatura, stenosi, aneurismi.
ComplicanzeObbligatorio se presentiTrombosi, stenosi (con rapporto di velocità), pseudoaneurisma, sieroma, sindrome da furto, ipertensione venosa.
Vene centraliRaccomandatoSegnale succlavio e giugulare: perdita della fasicità come indizio di stenosi centrale.
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Blocco 5 — Conclusioni diagnostiche

Nelle conclusioni il modello italiano chiede una sintesi diagnostica, non una ripetizione dei reperti. È la parte che il clinico legge e su cui basa la decisione, ed è quella su cui le linee guida SNLG-SICVE hanno l'impatto più diretto, perché contengono le soglie che generano un'indicazione terapeutica.

  • Giudizio sintetico per lato e per distretto, in una o due frasi.
  • Classificazione quando esiste: grado di stenosi NASCET, CEAP, Rutherford/Fontaine, classe di aneurisma per diametro.
  • Confronto con il precedente: stabile, in progressione, migliorato — con il dato numerico.
  • Risposta esplicita al quesito clinico posto in apertura. Se il quesito era «sospetta TVP», la conclusione deve dire se la TVP c'è o non c'è.
  • Indicazioni operative: tempistica del controllo successivo, eventuale approfondimento (angio-TC, angio-RM), invio allo specialista secondo le soglie di linea guida.
  • Limiti che condizionano la conclusione, ripresi in sintesi se rilevanti.
Esempio · conclusione TSA

A destra: placca fibro-calcifica del bulbo e dell'origine dell'ICA, a superficie regolare, determinante stenosi del 50–69% secondo NASCET (PSV ICA 186 cm/s, EDV 52 cm/s, rapporto ICA/CCA 2,4). Reperto sostanzialmente stabile rispetto al controllo del 12/03/2025 (PSV 174 cm/s).

A sinistra: ispessimento medio-intimale diffuso senza stenosi emodinamicamente significativa.

Arterie vertebrali pervie, flusso anterogrado bilateralmente.

Si consiglia controllo ecocolordoppler a 12 mesi e ottimizzazione della terapia medica dei fattori di rischio. In caso di comparsa di sintomatologia neurologica ipsilaterale, rivalutazione in tempi brevi.

Da evitare Le conclusioni che si limitano a «quadro come da descrizione» o «si rimanda al testo». Non rispondono al quesito, non sono confrontabili nel tempo e in sede di contenzioso vengono lette come mancata assunzione del giudizio diagnostico.
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Blocco 6 — Firma, data, iconografia

  • Nome, cognome e qualifica del medico che ha eseguito e refertato l'esame, con firma autografa o firma digitale qualificata.
  • Data di redazione del referto, distinta dalla data di esecuzione quando divergono.
  • Iconografia allegata: immagini rappresentative dei reperti patologici e dei segmenti chiave, con annotazione di lato, sede e misura. Le immagini fanno parte del referto e vanno conservate insieme ad esso.
  • Numero progressivo o identificativo univoco del referto, per la tracciabilità.
  • Modalità di consegna e riferimenti per contatti o chiarimenti.
Iconografia: quanto documentare La prassi italiana non fissa un numero minimo di immagini per segmento, a differenza del modello americano. Il criterio operativo è: ogni reperto patologico descritto deve avere una sua immagine, più le immagini di riferimento dei segmenti normali chiave. Nei controlli seriati, riprodurre lo stesso piano di scansione della volta precedente rende il confronto reale e non presunto.
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Il linguaggio del referto italiano

Il referto italiano ha una tradizione descrittiva: frasi complete, terminologia anatomica italiana, giudizio articolato. Alcune regole di scrittura che ricorrono nelle procedure operative e nella didattica delle società italiane:

  • Descrivere prima, giudicare dopo. «Placca ipoecogena a superficie irregolare del bulbo, con PSV 268 cm/s» → poi, nelle conclusioni, «stenosi > 70% NASCET».
  • Evitare gli aggettivi non misurabili quando esiste una misura: «lieve accelerazione» senza il valore non è verificabile né confrontabile.
  • Distinguere ciò che si vede da ciò che si deduce. «Non si visualizza flusso nel lume» è un reperto; «occlusione» è un'interpretazione, e va motivata (PRF ridotta, guadagno aumentato, power-Doppler negativo).
  • Usare una terminologia costante all'interno del referto e fra referti successivi dello stesso paziente: è la condizione perché un follow-up sia leggibile.
  • Non introdurre nelle conclusioni elementi non descritti nel corpo del referto.
  • Segnalare i reperti incidentali rilevanti (linfoadenopatie, noduli tiroidei, cisti di Baker, versamenti) anche se estranei al quesito.
Esempio · descrizione venosa

Arto inferiore destro. Vena femorale comune, femorale e poplitea completamente comprimibili, con flusso spontaneo fasico con gli atti del respiro e normale risposta alla compressione distale. Vene tibiali posteriori e peroniere pervie e comprimibili. Vene muscolari soleali e gastrocnemie comprimibili.

Vena grande safena pervia, comprimibile, di calibro 4,2 mm alla coscia; giunzione safeno-femorale continente (reflusso assente alla manovra di Valsalva). Vena piccola safena pervia e continente.

Non raccolte fluide né cisti poplitee. Modesto edema sottocutaneo perimalleolare.

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Profili medico-legali e trattamento dei dati

Il referto ecocolordoppler è un atto medico e un documento sanitario: alle regole cliniche si sovrappongono obblighi di natura diversa, che il modello italiano tratta come parte integrante della struttura del documento.

  • Consenso informato all'esame: raccolto e documentato, in particolare quando si impiega mezzo di contrasto ecografico.
  • Conservazione: il referto e l'iconografia vanno conservati secondo i tempi previsti per la documentazione sanitaria della struttura; la conservazione a norma richiede integrità e immodificabilità del documento.
  • Protezione dei dati (GDPR): i dati identificativi e i reperti sono dati sanitari. L'archiviazione locale, senza trasmissione a servizi esterni, è la soluzione che riduce al minimo la superficie di rischio.
  • Tracciabilità delle modifiche: un referto già consegnato non si corregge in silenzio. Va emesso un referto rettificativo che dichiari la modifica e la data.
  • Refertazione differita: se il referto viene redatto in un momento successivo all'esecuzione, la doppia data va indicata.
  • Comunicazione dei reperti urgenti: TVP prossimale estesa, trombo flottante, ischemia acuta, aneurisma in rapida crescita o sintomatico vanno comunicati direttamente al clinico e la comunicazione va annotata nel referto.
Perché conta per una PWA di refertazione Un software che genera referti deve rendere strutturalmente impossibile la consegna di un documento privo di firma, data, quesito e conclusioni; deve registrare le revisioni; e deve mantenere i dati sul dispositivo. Sono requisiti del documento, non funzionalità accessorie.
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Che cosa distingue il modello italiano da quello americano

AspettoModello italianoModello americano
Chi esegue e chi firmaLo stesso medico: atto unitario.Sonographer/technologist esegue; il medico interpreta e firma.
Documento intermedioNon previsto.Preliminary worksheet del tecnico, distinto dal final report.
Forma prevalenteNarrativa, descrittiva, per segmento.Tabellare e strutturata, con elementi minimi elencati.
Fonte dello standardProcedure operative delle società + linee guida SNLG.Practice parameter AIUM + accreditamento IAC (con effetti sul rimborso).
Documentazione per immaginiRaccomandata, senza numero minimo prescritto.Elenco di immagini obbligatorie per protocollo.
QualitàFormazione e certificazione dell'operatore (SIUMB, SIECVI, società di settore).Accreditamento del laboratorio + credenziale individuale (RVT, RVS, VS) + correlazione periodica dei risultati.
Criteri velocimetriciRiferimento a SRU/consensus internazionali, con adattamenti nelle procedure SIDV.Criteri validati internamente dal laboratorio e verificati con la correlazione.

I due modelli non sono alternativi: la struttura americana è più forte sulla verificabilità e sulla riproducibilità, quella italiana sulla continuità fra esecuzione e giudizio clinico. Un referto che adotti l'impianto italiano incorporando gli elementi minimi e la documentazione iconografica del modello americano è il punto di arrivo più solido. Vedi la struttura secondo le linee guida americane (pagina in inglese).

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Fonti

  • SIDV-GIUV. Procedure operative per indagini diagnostiche vascolari — Aggiornamento 2016. Società Italiana di Diagnostica Vascolare (sidv.net).
  • SIDV-GIUV. Linee guida 2025 — Valutazione dei tronchi epiaortici (sidv.net).
  • SIDV-GIUV. Guidelines for vascular diagnostic procedures. International Angiology 2012 (versione internazionale).
  • SICVE (SNLG-ISS). Linea Guida — Diagnosi e trattamento della patologia stenosante carotidea, 2022 (sicve.it).
  • SICVE (SNLG-ISS). Linea Guida — Prevenzione, diagnosi e trattamento dell'aneurisma dell'aorta addominale, 2021.
  • SICVE-SIRM. Linea Guida — Aneurismi viscerali e renali, 2023.
  • SIF-SICVE. Linee Guida di Flebologia, 2017 (societaitalianaflebologia.com); Linee Guida di Flebo-Linfologia, 2016.
  • CIF. Linee Guida del Collegio Italiano di Flebologia — Diagnosi e terapia delle malattie delle vene e dei linfatici, 2013 (collegioitalianoflebologia.it).
  • SIAPAV. Percorso assistenziale per la trombosi venosa profonda, 2013 (documento).
  • SIAPAV, SISET, SIDV-GIUV, CIF. Linee guida per la diagnosi e il trattamento della trombosi venosa profonda — documento intersocietario italiano.
  • UIP. Coleridge-Smith P et al. Duplex Ultrasound Investigation of the Veins in Chronic Venous Disease of the Lower Limbs — UIP Consensus Document, 2006; aggiornamento sul follow-up post-trattamento, 2011. Nomenclatura anatomica recepita dalle società italiane.
  • SRU. Grant EG et al. Carotid artery stenosis: gray-scale and Doppler US diagnosis — Society of Radiologists in Ultrasound Consensus Conference. Radiology 2003. Riferimento velocimetrico adottato anche nella prassi italiana.

Questa pagina è una sintesi operativa a uso di operatori sanitari e non sostituisce la consultazione dei documenti originali, che restano l'unico riferimento vincolante. Le soglie diagnostiche numeriche sono raccolte nella pagina linee guida.

Schede correlate

Dalla struttura al referto

VascularReport traduce questo impianto in schede guidate: campi obbligatori, criteri aggiornati, referto generato e archiviato in locale.

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