Chi definisce lo standard in Italia
In Italia non esiste un unico documento normativo che imponga un formato di referto ecocolordoppler. Lo standard nasce dalla convergenza di tre livelli: le procedure operative delle società di diagnostica vascolare, le linee guida accreditate dal Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG-ISS) e la normativa generale sull'atto medico e sul trattamento dei dati.
| Ente | Ruolo sul referto ECD | Documento di riferimento |
|---|---|---|
| SIDV-GIUV Diagnostica vascolare |
È l'unica società italiana dedicata specificamente all'ecocolordoppler. Definisce indicazioni, modalità di esecuzione e contenuto minimo del referto per ogni distretto. | Procedure operative per indagini diagnostiche vascolari (2016); aggiornamento tronchi epiaortici (2025); versione internazionale su International Angiology (2012). |
| SICVE Chirurgia vascolare |
Produce le linee guida italiane accreditate SNLG-ISS: stabiliscono quando l'ECD è l'esame di primo livello e quali soglie diagnostiche devono comparire nelle conclusioni. | LG SNLG stenosi carotidea (2022); LG SNLG aneurisma aorta addominale (2021); LG SICVE-SIRM aneurismi viscerali e renali (2023); LG patologia aortica toracica (2023). |
| SIAPAV Angiologia |
Percorsi assistenziali e documenti intersocietari, in particolare per la trombosi venosa profonda e per il collegamento fra referto e decisione terapeutica. | Percorso assistenziale TVP (2013); documenti intersocietari SIAPAV-SISET-SIDV-CIF. |
| SIF e CIF Flebologia |
Definiscono la nomenclatura venosa e il contenuto del referto flebologico (mappa del reflusso, classificazione CEAP). | Linee guida SIF-SICVE di Flebologia (2017) e di Flebo-Linfologia (2016); linee guida CIF (2013). |
| SIUMB, SIRM, SIECVI | Standard formativi e di qualità dell'immagine ecografica; certificazione di competenza dell'operatore. | Percorsi di certificazione e documenti di sezione. |
L'impianto in sei blocchi
Sintetizzando le procedure operative SIDV-GIUV e la prassi consolidata dei laboratori vascolari italiani, il referto ECD si articola in sei blocchi in sequenza fissa. L'ordine non è arbitrario: riproduce il percorso logico dal quesito al giudizio, ed è il criterio con cui un referto viene valutato in sede di contenzioso.
| # | Blocco | Funzione | Stato |
|---|---|---|---|
| 1 | Intestazione e identificazione | Chi, dove, quando | Obbligatorio |
| 2 | Quesito clinico e dati anamnestici mirati | Perché l'esame è stato richiesto | Obbligatorio |
| 3 | Metodica e apparecchiatura | Come è stato eseguito | Obbligatorio |
| 4 | Descrizione analitica dei reperti | Che cosa si è visto e misurato | Obbligatorio |
| 5 | Conclusioni diagnostiche | Che cosa significa | Obbligatorio |
| 6 | Data, firma, iconografia allegata | Chi se ne assume la responsabilità | Obbligatorio |
Blocco 1 — Intestazione e identificazione
| Campo | Stato | Contenuto atteso |
|---|---|---|
| Struttura erogante | Obbligatorio | Denominazione, indirizzo, eventuale unità operativa e recapito. |
| Dati identificativi del paziente | Obbligatorio | Cognome, nome, data di nascita, sesso; codice fiscale o identificativo interno. |
| Data e ora dell'esame | Obbligatorio | Data completa. L'ora è raccomandata negli esami urgenti (sospetta TVP, ischemia acuta). |
| Tipo di esame | Obbligatorio | Denominazione precisa e distretto: es. «EcoColorDoppler dei tronchi sovra-aortici», non «Doppler collo». |
| Medico richiedente | Raccomandato | Nome e qualifica; regime di erogazione (SSN, privato, ricovero). |
| Esami precedenti di confronto | Raccomandato | Data e sede degli ECD, angio-TC o angio-RM precedenti utilizzati per il confronto. |
Blocco 2 — Quesito clinico e anamnesi mirata
È il blocco che le linee guida italiane hanno progressivamente irrobustito, perché l'appropriatezza prescrittiva dipende dalla sua esplicitazione. Le linee guida SNLG-SICVE sulla stenosi carotidea e sull'aneurisma dell'aorta addominale collegano esplicitamente indicazione, periodicità del controllo e soglie di intervento: se il quesito non è registrato, il referto perde la capacità di dimostrare la propria appropriatezza.
- Quesito diagnostico in forma esplicita: screening, stadiazione, sospetto clinico, follow-up di lesione nota, sorveglianza post-procedurale, valutazione preoperatoria.
- Sintomatologia rilevante: claudicatio e distanza percorsa, dolore a riposo, lesioni trofiche, TIA/ictus e lato, edema, sintomi vertebro-basilari.
- Fattori di rischio e comorbilità pertinenti al distretto: diabete, fumo, ipertensione, dislipidemia, insufficienza renale, neoplasia attiva, trombofilia.
- Terapia in corso che condiziona l'interpretazione: anticoagulanti, antiaggreganti, terapia compressiva, farmaci vasoattivi.
- Interventi precedenti sul distretto: TEA, stent, bypass (sede e tipo di condotto), EVAR, ablazione safenica, confezionamento di FAV.
- Score clinici quando previsti dal percorso: score di Wells nel sospetto di TVP, classificazione CEAP nella malattia venosa cronica, stadio di Rutherford o Fontaine nell'AOP.
Blocco 3 — Metodica e apparecchiatura
Blocco breve ma non eliminabile: rende l'esame riproducibile e giustifica eventuali limitazioni. Nella prassi italiana si redige in due o tre righe.
| Campo | Stato | Contenuto atteso |
|---|---|---|
| Apparecchio e sonde | Raccomandato | Modello dell'ecografo; tipo e banda di frequenza delle sonde (lineare 7–12 MHz, convex 2–5 MHz). |
| Modalità impiegate | Obbligatorio | B-mode, color-Doppler, Doppler pulsato; eventuale power-Doppler o mezzo di contrasto ecografico. |
| Posizione del paziente e manovre | Obbligatorio | Clino/ortostatismo, decubito; manovre eseguite (compressione, Valsalva, iperemia reattiva, test posizionali). |
| Angolo di insonazione | Obbligatorio | ≤ 60°, mantenuto costante nei controlli seriati. Va dichiarato perché condiziona ogni velocità riportata. |
| Nomenclatura adottata | Raccomandato | Per il distretto venoso, nomenclatura anatomica del consensus UIP, recepita dalle società italiane. |
| Limiti tecnici dell'esame | Obbligatorio se presenti | Meteorismo, obesità, edema, medicazioni, calcificazioni con cono d'ombra, scarsa collaborazione, biforcazione alta. Va indicato quale segmento non è stato valutabile. |
Blocco 4 — Descrizione analitica dei reperti
È il cuore del referto. Il modello italiano procede in senso anatomico prossimo-distale, lato per lato, descrivendo per ciascun segmento morfologia parietale, lume, segnale color e curva velocimetrica. La regola implicita delle procedure operative SIDV-GIUV è che ogni segmento dichiarato esplorato abbia un reperto scritto, anche quando normale.
6.1 · La griglia costante di ogni segmento
- Parete: spessore medio-intimale, regolarità, ecostruttura.
- Placca o trombo (se presenti): sede, estensione, ecostruttura (ipoecogena, isoecogena, iperecogena, calcifica, disomogenea), superficie (regolare, irregolare, ulcerata), grado di riduzione del lume.
- Lume e calibro: diametro dove rilevante (aorta, safene, vene, condotti).
- Segnale color: presente/assente, aliasing, difetti di riempimento, direzione.
- Curva velocimetrica: morfologia (trifasica, bifasica, monofasica; fasicità respiratoria per le vene) e valori (PSV, EDV, rapporti di velocità).
- Comprimibilità nel distretto venoso: completa, parziale, assente.
6.2 · Regole di scrittura
- Sempre indicare il lato: destra e sinistra descritte separatamente, mai «bilateralmente nella norma» quando esistono reperti asimmetrici.
- Le velocità in cm/s, i diametri in mm (o cm per l'aorta), i tempi di reflusso in secondi, la portata in ml/min.
- Riportare il valore misurato, non solo il giudizio: «PSV 268 cm/s» e non soltanto «accelerazione significativa».
- Nei controlli seriati, affiancare il valore precedente e la data: è l'unico modo di rendere leggibile una progressione.
Campi obbligatori per distretto
Le tabelle seguenti traducono in campi le procedure operative SIDV-GIUV e i capitoli diagnostici delle linee guida SNLG-SICVE, SIF-SICVE e CIF. Le soglie numeriche di riferimento sono raccolte nella pagina linee guida.
7.1 · Tronchi sovra-aortici (TSA)
| Campo | Stato | Contenuto |
|---|---|---|
| IMT carotide comune | Raccomandato | Misurato sulla parete posteriore, 1–2 cm a monte del bulbo, in tratto rettilineo privo di placca. |
| Descrizione della placca | Obbligatorio | Sede (CCA, bulbo, ICA prossimale/media/distale, ECA), estensione, ecostruttura, superficie, calcificazioni. |
| Grado di stenosi | Obbligatorio | Espresso in classi (<50%, 50–69%, 70–99%, occlusione) con esplicito riferimento al metodo NASCET. |
| PSV ed EDV di CCA, ICA, ECA | Obbligatorio | Bilaterali; valori numerici in cm/s. |
| Rapporto ICA/CCA | Obbligatorio se stenosi | Parametro di conferma quando PSV ed EDV sono discordanti. |
| Arterie vertebrali | Obbligatorio | Pervietà, calibro, direzione del flusso (anterograda, alternante, retrograda), PSV nel tratto V2. |
| Succlavie e origine dei tronchi | Obbligatorio | Ricerca del furto succlavio; morfologia dell'onda a valle. |
| Decorso e anomalie | Raccomandato | Kinking, coiling, biforcazione alta, ipoplasia vertebrale. |
| Controllo post-TEA / post-stent | Obbligatorio nel follow-up | Restenosi intra-stent con soglie dedicate, pervietà del patch, estremità dello stent. |
7.2 · Arterioso arti inferiori
| Campo | Stato | Contenuto |
|---|---|---|
| Segmenti esplorati | Obbligatorio | Iliaca comune ed esterna, femorale comune, superficiale (terzo prossimale/medio/distale), profonda, poplitea, tibiale anteriore, tibiale posteriore, peroniera. |
| Morfologia dell'onda per segmento | Obbligatorio | Trifasica, bifasica, monofasica; smorzamento distale. |
| PSV e rapporto di velocità | Obbligatorio in caso di stenosi | PSV nella stenosi e nel segmento prossimale sano; rapporto (Vr) esplicitato. |
| Sede ed estensione delle occlusioni | Obbligatorio | Punto di inizio e di riabitazione, lunghezza stimata, presenza di circoli collaterali. |
| ABI (e TBI nel diabetico) | Obbligatorio | Valore per arto; nel diabetico e nel nefropatico va segnalata l'incomprimibilità (ABI > 1,3–1,4) e privilegiato il TBI. |
| Aneurismi | Obbligatorio se presenti | Poplitea e femorale: diametro massimo, trombo parietale, pervietà del lume. |
| Controllo di bypass e stent | Obbligatorio nel follow-up | Anastomosi prossimale e distale, corpo del condotto, PSV lungo tutto il tragitto, rapporto di velocità sulle stenosi. |
| Stadiazione clinica | Raccomandato | Rutherford o Fontaine, riportato nelle conclusioni. |
7.3 · Arterioso arti superiori e sindrome dello stretto toracico
| Campo | Stato | Contenuto |
|---|---|---|
| Segmenti esplorati | Obbligatorio | Succlavia, ascellare, omerale, radiale, ulnare; arcata palmare quando pertinente. |
| Onda e PSV per segmento | Obbligatorio | Con confronto controlaterale. |
| Gradiente pressorio fra le braccia | Raccomandato | Differenza > 15–20 mmHg da segnalare. |
| Manovre posizionali | Obbligatorio nel sospetto TOS | Abduzione a 90° e 180°, manovra di Adson, iperabduzione: modificazioni del segnale succlavio/ascellare. |
| Test da freddo | Raccomandato | Nel sospetto di fenomeno di Raynaud o di patologia digitale. |
7.4 · Venoso arti inferiori — sospetta TVP
| Campo | Stato | Contenuto |
|---|---|---|
| Probabilità clinica pre-test | Obbligatorio | Score di Wells e, se disponibile, D-dimero: condizionano il valore del risultato. |
| Comprimibilità segmento per segmento | Obbligatorio | Vena femorale comune, femorale, poplitea, tibiali posteriori, peroniere, muscolari (soleali, gastrocnemie); vena grande e piccola safena. |
| Estensione del trombo | Obbligatorio se presente | Limite prossimale e distale, occlusivo o non occlusivo, aspetto (recente/organizzato), flottazione dell'apice. |
| Interessamento iliaco-cavale | Obbligatorio se sospetto | Da valutare quando la femorale comune ha flusso continuo, non fasico. |
| Trombosi venosa superficiale | Obbligatorio se presente | Vena interessata, estensione in cm, distanza dalla giunzione safeno-femorale o safeno-poplitea: è il dato che guida l'indicazione anticoagulante. |
| Diagnosi differenziale | Raccomandato | Cisti di Baker, ematoma, ascesso, linfoadenopatia, edema sottocutaneo. |
| Confronto con esame precedente | Obbligatorio nel follow-up | Ricanalizzazione, riduzione di calibro, trombosi residua: base per decidere la durata dell'anticoagulazione. |
7.5 · Venoso arti inferiori — malattia venosa cronica e reflusso
| Campo | Stato | Contenuto |
|---|---|---|
| Posizione dell'esame | Obbligatorio | Ortostatismo (o antitrendelenburg accentuato): il reflusso studiato in clinostatismo è sottostimato. |
| Manovra di provocazione | Obbligatorio | Compressione-decompressione distale o manovra di Valsalva per le giunzioni; va dichiarata quale è stata usata. |
| Durata del reflusso | Obbligatorio | Misurata in secondi per ogni punto esaminato, non solo giudicata «presente». |
| Giunzioni | Obbligatorio | Safeno-femorale e safeno-poplitea: competenza, diametro, presenza di vene accessorie. |
| Assi safenici | Obbligatorio | Grande safena e piccola safena: diametro a livelli standard, estensione del reflusso, punti di fuga e di rientro. |
| Perforanti incontinenti | Obbligatorio se presenti | Sede (in cm dal suolo o rispetto a repere anatomico), diametro, direzione del flusso. |
| Circolo profondo | Obbligatorio | Pervietà, competenza valvolare, esiti post-trombotici. |
| Nomenclatura | Obbligatorio | Terminologia anatomica del consensus UIP recepita dalle linee guida SIF-SICVE e CIF. |
| Classificazione CEAP | Obbligatorio | Da riportare nelle conclusioni; la componente «E, A, P» deriva direttamente dall'ecocolordoppler. |
| Mappa emodinamica | Raccomandato | Schema grafico allegato: è lo standard di fatto della flebologia italiana prima del trattamento. |
7.6 · Aorta addominale, viscerali e renali
| Campo | Stato | Contenuto |
|---|---|---|
| Diametro aortico massimo | Obbligatorio | Antero-posteriore, misura da parete esterna a parete esterna, su piano perpendicolare all'asse del vaso; livello della misura specificato. |
| Estensione dell'aneurisma | Obbligatorio se presente | Rapporto con le arterie renali (sottorenale, iuxtarenale), colletto, coinvolgimento iliaco, trombo parietale. |
| Confronto con il precedente | Obbligatorio nella sorveglianza | Diametro precedente e data; velocità di crescita in mm/anno. |
| Assi iliaci | Obbligatorio | Calibro, placche, dilatazioni. |
| Tripode celiaco e mesenteriche | Obbligatorio nel quesito viscerale | PSV, EDV, morfologia dell'onda; per il tripode, variazione con gli atti respiratori (legamento arcuato). |
| Arterie renali | Obbligatorio nel quesito renale | PSV all'origine e nel decorso, RAR (rapporto reno-aortico), indici intraparenchimali (IR, tempo di accelerazione). |
| Preparazione del paziente | Obbligatorio | Digiuno; eventuale terapia per il meteorismo. Va dichiarata perché condiziona la valutabilità. |
| Sorveglianza post-EVAR | Obbligatorio nel follow-up | Diametro del sacco, pervietà delle branche, ricerca di endoleak con color e power-Doppler. |
7.7 · Accesso vascolare per emodialisi (FAV e graft)
| Campo | Stato | Contenuto |
|---|---|---|
| Mappatura preoperatoria | Obbligatorio nel pre-FAV | Diametro e pervietà di arteria radiale e omerale, test di Allen, diametro e profondità di cefalica e basilica lungo tutto il decorso; pervietà delle vene centrali. |
| Anastomosi | Obbligatorio | Tipo, diametro, PSV; presenza di stenosi iuxta-anastomotica. |
| Portata (flow volume) | Obbligatorio | Misurata sull'arteria omerale; valore in ml/min con indicazione della sede di misura. |
| Vena efferente | Obbligatorio | Calibro, profondità dalla cute, tratto utile per la punteggiatura, stenosi, aneurismi. |
| Complicanze | Obbligatorio se presenti | Trombosi, stenosi (con rapporto di velocità), pseudoaneurisma, sieroma, sindrome da furto, ipertensione venosa. |
| Vene centrali | Raccomandato | Segnale succlavio e giugulare: perdita della fasicità come indizio di stenosi centrale. |
Blocco 5 — Conclusioni diagnostiche
Nelle conclusioni il modello italiano chiede una sintesi diagnostica, non una ripetizione dei reperti. È la parte che il clinico legge e su cui basa la decisione, ed è quella su cui le linee guida SNLG-SICVE hanno l'impatto più diretto, perché contengono le soglie che generano un'indicazione terapeutica.
- Giudizio sintetico per lato e per distretto, in una o due frasi.
- Classificazione quando esiste: grado di stenosi NASCET, CEAP, Rutherford/Fontaine, classe di aneurisma per diametro.
- Confronto con il precedente: stabile, in progressione, migliorato — con il dato numerico.
- Risposta esplicita al quesito clinico posto in apertura. Se il quesito era «sospetta TVP», la conclusione deve dire se la TVP c'è o non c'è.
- Indicazioni operative: tempistica del controllo successivo, eventuale approfondimento (angio-TC, angio-RM), invio allo specialista secondo le soglie di linea guida.
- Limiti che condizionano la conclusione, ripresi in sintesi se rilevanti.
A destra: placca fibro-calcifica del bulbo e dell'origine dell'ICA, a superficie regolare, determinante stenosi del 50–69% secondo NASCET (PSV ICA 186 cm/s, EDV 52 cm/s, rapporto ICA/CCA 2,4). Reperto sostanzialmente stabile rispetto al controllo del 12/03/2025 (PSV 174 cm/s).
A sinistra: ispessimento medio-intimale diffuso senza stenosi emodinamicamente significativa.
Arterie vertebrali pervie, flusso anterogrado bilateralmente.
Si consiglia controllo ecocolordoppler a 12 mesi e ottimizzazione della terapia medica dei fattori di rischio. In caso di comparsa di sintomatologia neurologica ipsilaterale, rivalutazione in tempi brevi.
Blocco 6 — Firma, data, iconografia
- Nome, cognome e qualifica del medico che ha eseguito e refertato l'esame, con firma autografa o firma digitale qualificata.
- Data di redazione del referto, distinta dalla data di esecuzione quando divergono.
- Iconografia allegata: immagini rappresentative dei reperti patologici e dei segmenti chiave, con annotazione di lato, sede e misura. Le immagini fanno parte del referto e vanno conservate insieme ad esso.
- Numero progressivo o identificativo univoco del referto, per la tracciabilità.
- Modalità di consegna e riferimenti per contatti o chiarimenti.
Il linguaggio del referto italiano
Il referto italiano ha una tradizione descrittiva: frasi complete, terminologia anatomica italiana, giudizio articolato. Alcune regole di scrittura che ricorrono nelle procedure operative e nella didattica delle società italiane:
- Descrivere prima, giudicare dopo. «Placca ipoecogena a superficie irregolare del bulbo, con PSV 268 cm/s» → poi, nelle conclusioni, «stenosi > 70% NASCET».
- Evitare gli aggettivi non misurabili quando esiste una misura: «lieve accelerazione» senza il valore non è verificabile né confrontabile.
- Distinguere ciò che si vede da ciò che si deduce. «Non si visualizza flusso nel lume» è un reperto; «occlusione» è un'interpretazione, e va motivata (PRF ridotta, guadagno aumentato, power-Doppler negativo).
- Usare una terminologia costante all'interno del referto e fra referti successivi dello stesso paziente: è la condizione perché un follow-up sia leggibile.
- Non introdurre nelle conclusioni elementi non descritti nel corpo del referto.
- Segnalare i reperti incidentali rilevanti (linfoadenopatie, noduli tiroidei, cisti di Baker, versamenti) anche se estranei al quesito.
Arto inferiore destro. Vena femorale comune, femorale e poplitea completamente comprimibili, con flusso spontaneo fasico con gli atti del respiro e normale risposta alla compressione distale. Vene tibiali posteriori e peroniere pervie e comprimibili. Vene muscolari soleali e gastrocnemie comprimibili.
Vena grande safena pervia, comprimibile, di calibro 4,2 mm alla coscia; giunzione safeno-femorale continente (reflusso assente alla manovra di Valsalva). Vena piccola safena pervia e continente.
Non raccolte fluide né cisti poplitee. Modesto edema sottocutaneo perimalleolare.
Profili medico-legali e trattamento dei dati
Il referto ecocolordoppler è un atto medico e un documento sanitario: alle regole cliniche si sovrappongono obblighi di natura diversa, che il modello italiano tratta come parte integrante della struttura del documento.
- Consenso informato all'esame: raccolto e documentato, in particolare quando si impiega mezzo di contrasto ecografico.
- Conservazione: il referto e l'iconografia vanno conservati secondo i tempi previsti per la documentazione sanitaria della struttura; la conservazione a norma richiede integrità e immodificabilità del documento.
- Protezione dei dati (GDPR): i dati identificativi e i reperti sono dati sanitari. L'archiviazione locale, senza trasmissione a servizi esterni, è la soluzione che riduce al minimo la superficie di rischio.
- Tracciabilità delle modifiche: un referto già consegnato non si corregge in silenzio. Va emesso un referto rettificativo che dichiari la modifica e la data.
- Refertazione differita: se il referto viene redatto in un momento successivo all'esecuzione, la doppia data va indicata.
- Comunicazione dei reperti urgenti: TVP prossimale estesa, trombo flottante, ischemia acuta, aneurisma in rapida crescita o sintomatico vanno comunicati direttamente al clinico e la comunicazione va annotata nel referto.
Che cosa distingue il modello italiano da quello americano
| Aspetto | Modello italiano | Modello americano |
|---|---|---|
| Chi esegue e chi firma | Lo stesso medico: atto unitario. | Sonographer/technologist esegue; il medico interpreta e firma. |
| Documento intermedio | Non previsto. | Preliminary worksheet del tecnico, distinto dal final report. |
| Forma prevalente | Narrativa, descrittiva, per segmento. | Tabellare e strutturata, con elementi minimi elencati. |
| Fonte dello standard | Procedure operative delle società + linee guida SNLG. | Practice parameter AIUM + accreditamento IAC (con effetti sul rimborso). |
| Documentazione per immagini | Raccomandata, senza numero minimo prescritto. | Elenco di immagini obbligatorie per protocollo. |
| Qualità | Formazione e certificazione dell'operatore (SIUMB, SIECVI, società di settore). | Accreditamento del laboratorio + credenziale individuale (RVT, RVS, VS) + correlazione periodica dei risultati. |
| Criteri velocimetrici | Riferimento a SRU/consensus internazionali, con adattamenti nelle procedure SIDV. | Criteri validati internamente dal laboratorio e verificati con la correlazione. |
I due modelli non sono alternativi: la struttura americana è più forte sulla verificabilità e sulla riproducibilità, quella italiana sulla continuità fra esecuzione e giudizio clinico. Un referto che adotti l'impianto italiano incorporando gli elementi minimi e la documentazione iconografica del modello americano è il punto di arrivo più solido. Vedi la struttura secondo le linee guida americane (pagina in inglese).
Fonti
- SIDV-GIUV. Procedure operative per indagini diagnostiche vascolari — Aggiornamento 2016. Società Italiana di Diagnostica Vascolare (sidv.net).
- SIDV-GIUV. Linee guida 2025 — Valutazione dei tronchi epiaortici (sidv.net).
- SIDV-GIUV. Guidelines for vascular diagnostic procedures. International Angiology 2012 (versione internazionale).
- SICVE (SNLG-ISS). Linea Guida — Diagnosi e trattamento della patologia stenosante carotidea, 2022 (sicve.it).
- SICVE (SNLG-ISS). Linea Guida — Prevenzione, diagnosi e trattamento dell'aneurisma dell'aorta addominale, 2021.
- SICVE-SIRM. Linea Guida — Aneurismi viscerali e renali, 2023.
- SIF-SICVE. Linee Guida di Flebologia, 2017 (societaitalianaflebologia.com); Linee Guida di Flebo-Linfologia, 2016.
- CIF. Linee Guida del Collegio Italiano di Flebologia — Diagnosi e terapia delle malattie delle vene e dei linfatici, 2013 (collegioitalianoflebologia.it).
- SIAPAV. Percorso assistenziale per la trombosi venosa profonda, 2013 (documento).
- SIAPAV, SISET, SIDV-GIUV, CIF. Linee guida per la diagnosi e il trattamento della trombosi venosa profonda — documento intersocietario italiano.
- UIP. Coleridge-Smith P et al. Duplex Ultrasound Investigation of the Veins in Chronic Venous Disease of the Lower Limbs — UIP Consensus Document, 2006; aggiornamento sul follow-up post-trattamento, 2011. Nomenclatura anatomica recepita dalle società italiane.
- SRU. Grant EG et al. Carotid artery stenosis: gray-scale and Doppler US diagnosis — Society of Radiologists in Ultrasound Consensus Conference. Radiology 2003. Riferimento velocimetrico adottato anche nella prassi italiana.
Questa pagina è una sintesi operativa a uso di operatori sanitari e non sostituisce la consultazione dei documenti originali, che restano l'unico riferimento vincolante. Le soglie diagnostiche numeriche sono raccolte nella pagina linee guida.
