Indicazioni all'esame
Sospetta trombosi venosa profonda (edema, dolore, calore, positività agli score clinici come Wells), diagnosi e mappatura dell'insufficienza venosa cronica (varici, edema vespertino, dermatite da stasi, ulcera venosa), pianificazione di trattamento (scleroterapia, ablazione termica, stripping), follow-up post-trattamento.
Apparecchiatura e posizione del paziente
- Sonda lineare 5–12 MHz per tutto l'asse profondo e superficiale.
- Per lo studio del sistema venoso profondo: paziente supino, arto leggermente extraruotato e in scarico (lieve Trendelenburg inversa se il letto lo consente, per favorire la distensione venosa).
- Per lo studio del reflusso superficiale: paziente in ortostatismo, appoggiato sull'arto controlaterale, con peso scaricato sull'arto non esaminato: la stazione eretta è indispensabile perché il reflusso va ricercato in condizioni di carico idrostatico fisiologico, non è apprezzabile da supino.
Sistema venoso profondo — tecnica di compressione
Scansione trasversale con compressione seriata ogni 1–2 cm lungo tutto l'asse: femorale comune, femorale superficiale, femorale profonda (tratto prossimale), poplitea, vasi tibio-peronieri di gamba. Il criterio diagnostico di trombosi è la mancata comprimibilità completa del lume venoso.
Sistema venoso superficiale e ricerca del reflusso
La safena grande si esplora dalla giunzione safeno-femorale (a valle della quale origina la femorale comune) lungo tutto il decorso mediale della coscia e della gamba, fino al malleolo. La safena piccola si esplora dalla giunzione safeno-poplitea (variabile in altezza, va sempre localizzata specificamente caso per caso) lungo il decorso posteriore della gamba.
Il reflusso si documenta con Doppler pulsato o color, applicando le manovre dinamiche descritte nella sezione seguente lungo ciascun segmento del tronco safenico e alle principali giunzioni e perforanti.
Manovre dinamiche
- Manovra di Valsalva: il paziente esegue un'espirazione forzata a glottide chiusa; utile soprattutto per la giunzione safeno-femorale e il tratto prossimale, dove l'aumento della pressione addominale si trasmette efficacemente.
- Spremitura/rilascio manuale (compressione e rapido rilascio del polpaccio o del segmento distale al punto in esame): genera un'onda di flusso anterogrado alla compressione e, se la valvola è incontinente, un'onda di reflusso al rilascio. È la manovra di riferimento per il tratto medio-distale della safena e per le perforanti, dove la Valsalva è meno efficace.
Si considera emodinamicamente significativo un reflusso di durata ≥ 0,5 secondi (soglia convenzionale più utilizzata in letteratura per il sistema superficiale e le perforanti; per il sistema profondo la soglia comunemente adottata è ≥ 1 secondo).
Classificazione CEAP
Il referto ecografico fornisce il dato anatomico ed emodinamico (sede e durata del reflusso, pervietà del profondo) che, integrato con l'obiettività clinica, permette la classificazione CEAP (Clinical-Etiological-Anatomical-Pathophysiological) della malattia venosa cronica, dalla classe C0 (nessun segno visibile o palpabile) alla C6 (ulcera venosa attiva).
Cosa documentare
- Sistema profondo: comprimibilità completa/parziale segmento per segmento, sede ed estensione di eventuale trombosi, caratteristiche del trombo (acuto/cronico, occlusivo/non occlusivo).
- Sistema superficiale: calibro dei tronchi safenici, sede e durata del reflusso, competenza delle giunzioni safeno-femorale e safeno-poplitea, perforanti incontinenti significative.
- Presenza di varici tributarie, tortuosità, esiti di pregresso trattamento.
